mercoledì 26 ottobre 2016

IO DICO NO

 di Alvise Maniero


Dal 2012 sono sindaco di Mira, una cittadina di circa 40000 abitanti in provincia di Venezia. Da quell'anno noi ne abbiamo combinate di cose: abbiamo fatto referendum comunali a quorum zero, li abbiamo introdotti nello statuto, abbiamo fatto i bilanci partecipativi, cioè i cittadini decidono direttamente su una parte dei soldi del bilancio del Comune.
Siamo partiti da ultimo comune della provincia per raccolta differenziata, dopo il capoluogo e i comuni turistici, e abbiamo esploso le nostre percentuali, a fine progetto arriveremo a superare il 80%. I cittadini eleggono direttamente il sindaco perché rappresenti i loro interessi lì nella città, e risponda a loro tutti i giorni, non si può andare avanti e indietro da Roma a fingere di fare i senatori.
Spero che i cittadini riflettano su questa cosa e rifiutino di abbandonare questa loro possibilità di eleggere dei veri rappresentanti. Per queste ragioni io dico no, e il 4 dicembre voterò no alla riforma costituzionale.


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martedì 25 ottobre 2016

Grazie Vallonia


#STOPCETA, IL "NO" DELLA VALLONIA E I MEDIA DI REGIME AL SOLDO DELLE LOBBY
Negando il suo consenso al trattato di libero scambio tra Europa e Canada, la Vallonia (regione del Belgio) ha impedito la firma dell’accordo, mandando su tutte le furie la Commissione Europea, ma anche le multinazionali e le lobby che questo trattato lo hanno scritto a due mani con i tecnocrati europei.
E così la macchina del fango in Europa e in Italia non ha tardato a mettersi in moto: la Repubblica scrive: “La Vallonia non firma il Ceta e disintegra l'Europa” e i TG raccontano che la democrazia europea è in pericolo perché una regione minuscola può tenere in scacco l’accordo tra due continenti.
Ma cosa ha fatto veramente la Vallonia?
La Vallonia è colpevole di aver usato le sue prerogative democratiche per opporsi alle multinazionali e alle lobby che sostengono il CETA. E lo ha fatto per difendere la sua sovranità e la sua agricoltura, in pratica ha fatto quello che nessun altro governo in Europa si sognerebbe mai di fare: difendere la sua gente!
Perché? Non per un capriccio o per bloccare l’Europa, ma per salvarla dall’ennesimo attacco delle corporation complici della Commissione, per le stesse ragioni per cui il MoVimento 5 Stelle combatte il CETA fin dall’inizio e per la stessa ragione per cui 2.000 sindaci Europei, inclusi molti sindaci M5S, hanno firmato un appello contro il CETA:
* Perché il CETA è un trattato scritto da e per le multinazionali contro i cittadini e le PMI;
* Perché non porterà nessun beneficio per la crescita, (Pil +0,01% all’anno a fronte di 167.000 posti di lavoro perduti);
* Perché la trasparenza dei negoziati è stata ancora più bassa di quella del TTIP;
* Perché il CETA permette alle multinazionali di fare causa agli Stati contro ogni legge che riduca i loro profitti e le cause non si svolgeranno davanti ai giudici, ma davanti a una corte sopranazionale;
* Perché il CETA svenderà i servizi pubblici e renderà irreversibili le privatizzazioni. Ospedali privati, acqua privata e scuole private si espanderanno sempre di più fino a diventare la norma. Il concetto di accesso universale sparirà per sempre;
* Perché il CETA darà un duro colpo all’agricoltura Europea visto che in Canada le imprese agricole sono fabbriche gigantesche, in media 20 volte più grandi di quelle europee e che privilegiano la quantità alla qualità;
* Perché il Canada è il terzo produttore mondiale di OGM e il CETA faciliterà l’approvazione di più OGM in Europa, aumentando le pressioni delle multinazionali sui governi;
* Perché mentre i nostri allevatori soffrono la crisi saremo invasi da 130.000 tonnellate di carne canadese trattata con ormoni.
E mentre la Vallonia prova a difendere il suo popolo davanti alla Commissione Europea, alle corporation e alle lobby, l’Italia che fa? La solita figura da cioccolatai. Dalla bocca del Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda è infatti uscita una dichiarazione agghiacciante: “È tragico che un accordo negoziato per più di 8 anni venga annientato dal Parlamento della Vallonia”.
Eh no, “caro” Calenda... La vera tragedia sarebbe permettere alle vostre amiche lobby di uccidere il nostro futuro!
STOP CETA 

riunione 25 ottobre












Continuano i nostri incontri  a 5 stelle!Siete invitati alla nostra consueta riunione del martedi.

Ci troviamo per parlare dei problemi del territorio, delle proposte fatte o che si vorrebbero portare nel comune di Saonara.

E' ora di preparare il programma 5 stelle per un futuro più vicino ai cittadini, alle loro reali esigenge.
Vuoi scriverlo con noi?

Ti aspettiamo martedi 25 ottobre ore 21 sala Petrarca, v. Roma 37 ( Biblioteca)
Fai parte anche tu del cambiamento che vuoi per il tuo comune!

lunedì 17 ottobre 2016

Richiesta del M5S per una centralina a Saonara

Dopo aver chiesto mesi fà un controllo dell'aria del nostro territorio, con una mozione approvata in c.c. e dopo aver visto che nell'ultimo controllo dell'Arpav del 2009  era già segnalata una criticità dell'inquinamento atmosferico,e che da allora  nulla di concreto è stato messo in pratica per migliorare la situazione, abbiamo per l'ennesima volta fatto richiesta di mettere nel territorio una centralina Arpav:
 Qui la risposta del sindaco dal minuto 20:25 https://youtu.be/RiDQE-4E2i0?t=20m25s


Abbiamo partecipato alla raccolta firme indetto dal gruppo
 saonara 3.0 da aggiungersi ai già molti tentativi di far attivare
 l'amministrazione nel concretizzare le richieste già presentate in consiglio comunale, e fin'ora inascoltate.

venerdì 14 ottobre 2016

VOGLIONO TRASCINARCI IN GUERRA


 No ai soldati italiani al confine con la Russia #IoVoglioLaPace
di Beppe Grillo
Nell'Italia a sovranità zero di Renzi e del suo tutor Napolitano il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, può permettersi di venire a Roma per annunciare in un'intervista, lui al posto del governo, l'invio di un contingente di soldati italiani al confine con la Russia nel 2018. Solo dopo mezz'ora Pinotti e Gentiloni hanno confermato la notizia che i nostri militari saranno 150 e verranno dispiegati in Lettonia. Questa azione è sconsiderata, è contro gli interessi nazionali, espone gli italiani a un pericolo mortale ed è stata intrapresa senza consultare i cittadini. L'Italia non ci guadagna nulla e ci perde tantissimo. In termini di sicurezza nazionale questa missione rischia di esporre il nostro Paese al dramma della guerra. Ci riporta indietro di trent'anni ed alza nuovi muri con la Russia, che per noi è un partner strategico e un interlocutore per la stabilizzazione del Medio Oriente.
Con la follia delle sanzioni abbiamo perso in due anni 3,6 miliardi di euro: l'export italiano verso la federazione russa, infatti, è passato dai 10,7 miliardi del 2013 ai 7,1 miliardi di euro del 2015 (-34%). Lombardia (-1,18 miliardi), Emilia Romagna (-771 milioni) e Veneto (-688,2 milioni) sono le regioni che con il blocco alle vendite hanno subito gli effetti negativi più pesanti. Una mazzata pesantissima per un Paese che ha 10 milioni di poveri.
Adesso vogliono schierare i nostri uomini per provocare i russi e trascinarci nell'assurdità della guerra. Un altro fronte, oltre a quelli già aperti in Iraq, in Afghanistan, in Libia con i disastri che hanno creato. Renzi e Napolitano chinano la testa, ma l'invio di 150 uomini in Lettonia è inaccettabile. Chi pensa il contrario o non sa quello che fa o se ne frega degli italiani per altri interessi: delle due l'una. La Russia è un partner essenziale, non un nemico.
I cittadini vogliono pace e prosperità, questo governo di pavidi ci trascina verso la guerra e il disastro economico.
Nessun soldato italiano con il MoVimento 5 Stelle al governo sarà inviato al confine con la Russia, ma nel frattempo nessuno ha il diritto di giocare con la nostra pelle: #IoVoglioLaPace. Facciamoci sentire!

http://www.beppegrillo.it/2016/10/no_ai_soldati_italiani_al_confine_con_la_russia_iovogliolapace.html

mercoledì 12 ottobre 2016

Odori insopportabili quasi tutte le sere nella frazione di Villatora

Risultati immagini per fumo

Negli ultimi mesi la frazione di Villatora, una parte di Tombelle e anche il centro di Saonara sono interessati in maniera costante durante le ore serali da odori acri e nauseabondi di plastica bruciata ed altri materiali.
Da quasi 2 anni il sindaco Stefan con la sua amministrazione ha approvato una nostra mozione inerente al controllo dell'aria dove chiedevamo il controllo in più punti del territorio. In tutti questi mesi è stata più volte sollecitata e non per ultimo anche durante il consiglio comunale del 29/09/2016.
Vi invito ad andare a vedere la risposta spettacolare del Sindaco a questo link.                http://www.movimento5stellesaonara.org/2016/09/consiglio-comunale-del-29092016.html   dal minuto 14:13

Come sempre per il Sindaco non ci sono problemi tali nel nostro territorio per dover investire due soldi pubblici per verificare quale sia la reale situazione dell' aria a Saonara.
Ricordo che confinante con il comune di Saonara abbiamo un' acciaieria che lavora tutti i giorni della settimana, un' autostrada che confina sempre con il nostro territorio e una tangenziale ad alta percorrenza che praticamente taglia a metà il nostro comune, in più un utilizzo importante di sostanze fitosanitarie da parte delle aziende agricole del luogo e se tutto questo non bastasse a pochi chilometri in linea d'aria abbiamo un grandissimo inceneritore e come ricaduta dei suoi fumi ha un raggio di molti chilometri.

Mi sembrano argomentazioni più che valide per dover monitorare costantemente durante tutto l' anno l'andamento degli inquinanti nel nostro territorio.

Ente Moscon News

Dopo un lungo periodo di calma, sembra che il vecchio CDA abbia dato un colpo di coda,  indicando al”NUOVO” il percorso da fare. Natur...