lunedì 16 maggio 2016

sabato 7 maggio 2016

Manufatti Terna Idrovia :risposta della Regione alla nostra richiesta di chiarimenti

Dopo quasi tre mesi dall'INTERROGAZIONE ben articolata e spiegata sul tema manufatti di Terna ancora nel sito idrovia portata in Consiglio Regionale dalla nostra Consigliera M5S BARTELLE PATRIZIA (testo)  , è arrivata la risposta, se così la si può definire....
A voi il  giudizio
...della serie :meno sappiamo meglio è


mercoledì 4 maggio 2016

Inquinamento da PFAS

Date le allarmanti notizie dell'inquinamento da PFAS che ha colpino zone del Vicentino, del Veronese e del Padovano ci sono pervenute richieste di chiarimenti da parte dei nostri concittadini.
Abbiamo chiesto all'amministrazione di Saonara di tranquillizzarci facendo richiesta di informazioni sul tema PFAS direttamente ad Etra per quanto riguarda l'acqua potabile del nostro territorio.

Ci farebbe piacere avere la stessa informazione dall'ARPAV e speriamo che l'amministrazione si adoperi per fare anche questa richiesta.
Noi contimueremo ad informarci e informarvi sugli esiti di eventuali nuovi controlli.
alcuni articoli
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 Ecco il comunicato che Etra ha inviato.


lunedì 2 maggio 2016

REFERENDUM: FIRMA ANCHE TU

Per firmare contatta il nostro consigliere comunale Omero Badon

FIRMA X I REFERENDUM SOCIALI

NEL TUO COMUNE TROVI TUTTO
Vai a firmare o contatta il nostro consigliere comunale Omero Badon


IL TESTO DEI REFERENDUM SOCIALI
È partita la campagna per la raccolta delle firme necessarie a presentare la richiesta di altri 6 referendum abrogativi, per non allentare la presa nella battaglia per dare la parola ai cittadini sulle leggi più importanti che condizioneranno il loro futuro. Si tratta dei cosiddetti “referendum sociali”: quattro per abrogare parti della contestata legge sulla “buona scuola”, uno sugli inceneritori e uno sulle prospezioni ed estrazioni di idrocarburi.
A questi si aggiungono due quesiti abrogativi sulla legge elettorale cosddetta “Italicum”, per un totale di 8 quesiti per i quali sarà possibile firmare, negli appositi banchetti che troverete in giro per Italia e tra poco nelle principali sedi comunali. Nei banchetti del M5S del Veneto gli attivisti si stanno organizzando per avere tutti i moduli, compatibilmente con le disponibilità dei comitati referendari (anch’essi raccolgono le firme).

Notando quanto sia stato difficile trovare in rete il testo completo dei quesiti referendari, ho ritenuto cosa utile elencarli su questo blog. In questo articolo inizio con i quesiti dei referendum sociali, mentre domani pubblicherò i quesiti sull’Italicum, molto più lunghi e articolati.
  1. ABROGAZIONE DI NORME SUI FINANZIAMENTI PRIVATI A SINGOLE SCUOLE PUBBLICHE O PRIVATE. (Richiesta di referendum abrogativo 16A02295 annunciata nella “Gazzetta Ufficiale” Serie Generale n 66 del 19 Marzo 2016).
Volete voi che sia abrogata la legge 13 luglio 2015, n 107, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale n 162 del 15 Luglio 2015, “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, limitatamente alle seguenti parti?: Articolo 1, comma 145, limitatamente alle parole: “destinate agli investimenti” nonché alle parole: “di tutti gli istituti”; nonché alle parole: “per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti,”;
Articolo 1, comma 148, limitatamente alle parole “beneficiare”. Una quota pari al 10 per cento delle somme complessivamente iscritte annualmente sul predetto fondo è assegnata alle istituzioni scolastiche che risultano destinatarie delle erogazioni liberali in un ammontare inferiore alla media nazionale, secondo le modalità definite con il decreto di cui al primo periodo”
  1. ABROGAZIONE DI NORME SUL POTERE DEL DIRIGENTE DI SCEGLIERE I DOCENTI DA PREMIARE ECONOMICAMENTE E SUL COMITATO DI VALUTAZIONE. (Richiesta di referendum abrogativo 16A02297 annunciata nella “Gazzetta Ufficiale” Serie Generale n 66 del 19 Marzo 2016).
Volete voi che siano abrogate la legge 13 luglio 2015, n 107, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale n 162 del 15 Luglio 2015, “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, limitatamente alle seguenti parti?: Articolo 1, comma 126, limitatamente alle parole: “del merito”; Articolo 1, comma 127: “il dirigente scolastico, sulla base dei criteri individuati dal comitato di valutazione dei docenti, istituito ai sensi dell’articolo 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 aprile 1944, n 297, come sostituito dal comma 129 del presente articolo, assegna annualmente al personale docente una somma del fondo di cui al comma 126 sulla base di motivata valutazione”; Articolo 1, comma 128 limitatamente alle parole: “di cui al comma 127, definita bonus, è”, nonché alle parole: “merito del”, nonché alle parole: “di ruolo delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e”; Articolo 1, comma 130 “Al termine del triennio 2016-2018, gli uffici scolastici regionali inviano al Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, una relazione sui criteri adottati dalle istituzioni scolastiche per il riconoscimento del merito dei docenti ai sensi dell’articolo 11 del testo unico di cui al decreto legislativo 16 Aprile 1944, n 297, come sostituito dal comma 129 del presente articolo. Sulla base delle relazioni ricevute, un apposito Comitato tecnico scientifico nominato dal Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, previo confronto con le parti sociali e le rappresentanze professionali, predispone le linee guida per la valutazione del merito dei docenti a livello nazionale. Tali linee guida sono riviste periodicamente, su indicazione del Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, sulla base delle evidenze che emergono dalle relazioni degli uffici scolastici regionali. Ai componenti del comitato non spetta alcun compenso, indennità, gettone di presenza, rimborso di spese o emolumento comunque denominato; nonché il decreto legislativo 16 Aprile 1944, n 297, “Testo unico delle disposizioni legislative in materia di istruzione” pubblicato in Gazzetta ufficiale n 115 del 19 Maggio 1994, S.O., limitatamente alle seguenti parti: Articolo 11, comma 2, lettera b) come sostituito all’articolo 1, comma 129 della legge 13 Luglio 2015, n 107, “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti: “b) due rappresentanti dei genitori, per la scuola dell’infanzia e per il primo ciclo di istruzione; un rappresentante degli studenti e un rappresentante dei genitori, per il secondo ciclo di istruzione, scelti dal consiglio di istituto,”; Articolo 11, comma2, lettera c), come sostituito dal comma 129 della legge 13 Luglio 2015, n 107, “ Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”: “c) un componente esterno individuato dall’ufficio scolastico regionale tra i docenti, dirigenti scolastici e dirigenti tecnici”; Articolo 11, comma 3, come sostituito dal comma 129 della legge 13 Luglio 2015, n 107, “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti: “3. Il comitato individua i criteri per la valorizzazione dei docenti sulla base: a) della qualità dell’insegnamento e del contributo al miglioramento dell’istruzione scolastica, nonché del successo formativo e scolastico degli studenti; b) dei risultati ottenuti dal docente o dal gruppo di docenti in relazione al potenziamento delle competenze degli alunni e dell’innovazione didattica e metodologica, nonché della collaborazione alla ricerca didattica, alla documentazione e alla diffusione di buone pratiche didattiche; c) delle responsabilità assunte nel coordinamento organizzativo e didattico e nella formazione del personale.”; Articolo 11 comma 4, come sostituito dal comma 129 della legge 13 Luglio 2015, n 107, “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti” limitatamente alla parola “altresì”.
  1. ABROGAZIONE DI NORME SULL’OBBLIGO DI ALMENO 400-200 ORE DI ALTERNANZA SCUOLA-LAVORO. (Richiesta di referendum abrogativo 16A02298 annunciata nella “Gazzetta Ufficiale” Serie Generale n 66 del 19 Marzo 2016).
Volete voi che sia abrogata la legge 13 Luglio 2015, n. 107, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 162 del 15 Luglio 2015, “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, limitatamente alle seguenti parti?: Articolo 1, comma 33 limitatamente alle parole: “Al fine di incrementare le opportunità di lavoro e la capacità di orientamento degli studenti,”; nonché alle parole: “sono attuati,”; nonché alle parole: “,per una durata complessiva, nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi, di almeno 400 ore”; nonché alle parole: “, per una durata complessiva di almeno 200 ore nel triennio. Le disposizioni del primo periodo si applicano a partire dalle classi terze attive nell’anno scolastico successivo a quello in corso alla data di entrata in vigore della presente legge. I percorsi di alternanza”.
  1. ABROGAZIONE DI NORME SUL POTERE DISCREZIONALE DEL DIRIGENTE SCOLASTICO DI SCEGLIERE E DI CONFERMARE I DOCENTI NELLA SEDE. (Richiesta di referendum abrogativo 16A02473 annunciata nella “Gazzetta Ufficiale” Serie Generale n 71 del 25 Marzo 2016).
Volete voi che siano abrogate la legge 13 luglio 2015, n 107, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie generale n 162 del 15 Luglio 2015, “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”, limitatamente alle seguenti parti?: Articolo 1, comma 18: “il dirigente scolastico individua il personale da assegnare ai posti dell’organico dell’autonomia con le modalità di cui ai commi da 79 a 83”; Art. 1, comma 79: “A decorrere dall’anno scolastico 2016-2017, per la copertura dei posti dell’istituzione scolastica, il dirigente scolastico propone gli incarichi ai docenti di ruolo assegnati all’ambito territoriale di riferimento, prioritariamente sui posti comuni e di sostegno, vacanti e disponibili, al fine di garantire il regolare avvio delle lezioni, anche tenendo conto delle candidature presentate dai docenti medesimi e della precedenza nell’assegnazione della sede ai sensi degli articoli 21 e 33, comma 6, della legge 5 Febbraio 1992, n 104. Il docente scolastico può utilizzare i docenti in classi di concorso diverse da quelle per le quali sono abilitati, purchè posseggano titoli di studio validi per l’insegnamento della disciplina e percorsi formativi e competenze professionali coerenti con gli insegnamenti da impartire e purchè non siano disponibili nell’ambito territoriale docenti abilitati in quelle classi di concorso.”; Art 1, comma 80: “il dirigente scolastico formula la proposta di incarico in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa. L’incarico ha durata triennale ed è rinnovato purchè in coerenza con il piano dell’offerta formativa. Sono valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali e possono essere svolti colloqui. La trasparenza e la pubblicità dei criteri adottati, degli incarichi conferiti e dei curricula dei docenti sono assicurate attraverso la pubblicazione nel sito internet dell’istituzione scolastica.”; Art. 1, comma 81: “Nel conferire gli incarichi ai docenti, il dirigente scolastico è tenuto a dichiarare l’assenza di cause di incompatibilità derivanti da rapporti di coniugio, parentela o affinità, entro il secondo grado, con i docenti stessi.” Art. 1, comma 82, limitatamente alle parole: “L’incarico è assegnato dal dirigente scolastico e si perfeziona con l’accettazione del docente. Il docente che riceva più proposte di incarico opta tra quelle ricevute.” Nonché alle parole: “che non abbiano ricevuto o accettato proposte e comunque in caso di inerzia del dirigente scolastico.” ; Art. 1 comma 109, lettera a), limitatamente alle parole: “che non abbiano ricevuto o accettato proposte e comunque in caso di inerzia del dirigente scolastico.”; Art. 1, comma 109, lettera a), limitatamente alle parole “da 79 a”; Art. 1, comma 109, lettera c) limitatamente alle parole “da 79 a”.
  1. BLOCCARE NUOVE ATTIVITA’ DI PROSPEZIONE, RICERCA E COLTIVAZIONE DI IDROCARBURI (abrogazione parziale dell’art. 4 legge 9/1991. Richiesta di referendum abrogativo 16A02299 annunciata nella “Gazzetta Ufficiale” Serie Generale n. 66 del 19 Marzo 2016).
Volete voi sia abrogato l’art. 4, comma 1, della legge 9 gennaio 1991, n 9, pubblicata nella gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 13 del 16 gennaio 1991, supplemento ordinario n. 6, “Norme per l’attuazione del nuovo Piano energetico nazionale: aspetti istituzionali, centrali idroelettriche ed elettrodi, idrocarburi e geotermia, autoproduzione e disposizioni fiscali.” Così come modificato dall’art. 26, comma 2, della legge 31 Luglio 2002, n. 179, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 189 del 13 Agosto 2002, “ Disposizioni in materia ambientale”, limitatamente alle seguenti parole: “nelle acque del Golfo di Venezia, nel tratto di mare compreso tra il parallelo passante per la foce del fiume Tagliamento e il parallelo passante per la foce del ramo di Goro del fiume Po”?
  1. BLOCCARE IL PIANO PER NUOVI E VECCHI INCENERITORI, ABROGAZIONE PARZIALE DELL’ART. 35 DELLA LEGGE 133/2014. (Richiesta di referendum abrogativo 16A02438 annunciata nella Gazzetta Ufficiale Serie Generale n. 70 del 24 Marzo 2016).
Volete che sia abrogato l’art. 35 del decreto legge 12 Settembre 2014, n. 133, recante “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrogeologico e per la ripresa delle attività produttive” (G.U. n. 212 del 12 Settembre 2014), convertito, con modificazioni, della legge 11 Novembre 2014, n. 164 “Misure urgenti per l’apertura dei cantieri, la realizzazione delle opere pubbliche, la digitalizzazione del Paese, la semplificazione burocratica, l’emergenza del dissesto idrohgeologico e per la ripresa delle attività produttive (G.U. n. 262 dell’11 Novembre 2014 S.O.), limitatamente ai suoi comma 1(“Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano, con proprio decreto, individua a livello nazionale la capacità complessiva di trattamento di rifiuti urbani e assimilati dagli impianti di incenerimento in esercizio o autorizzati a livello nazionale, con l’indicazione espressa della capacità di ciascun impianto, e gli impianti di incenerimento con recupero energetico di rifiuti urbani e assimilati da realizzare per coprire il fabbisogno residuo, determinato con finalità di progressivo riequilibrio socio-economico fra le aree del territorio nazionale e nel rispetto degli obbiettivi di raccolta differenziata e di riciclaggio, tenendo conto della pianificazione regionale. Gli impianti così individuati costituiscono infrastrutture e insediamenti strategici di preminente interesse nazionale, attuano un sistema integrato e moderno di gestione di rifiuti urbani e assimilati, garantiscono la sicurezza nazionale nell’autosufficienza, consentono di superare e prevenire ulteriori procedure di infrazione per mancata attuazione delle norme europee di settore e limitano il conferimento di rifiuti in discarica.”), 2 (in relazione al solo inciso “Ai medesimi fini di cui al comma 1,”), 3 (“Tutti gli impianti di recupero energetico da rifiuti sia esistenti sia da realizzare sono autorizzati a saturazione del carico termico, come previsto dall’art. 237-sexies del decreto legislativo 3 Aprile 2006, n. 152, qualora sia stata valutata positivamente la compatibilità ambientale dell’impianto in tale assetto operativo, incluso il rispetto delle disposizioni sullo stato della qualità dell’aria di cui al decreto legislativo 13 Agosto 2010, n. 155. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, per gli impianti esistenti, le autorità competenti provvedono ad adeguare le autorizzazioni integrate ambientali degli impianti esistenti, qualora la valutazione di impatto ambientale sia stata autorizzata a saturazione del carico termico, tenendo in considerazione lo stato della qualità dell’aria come previsto dal citato decreto legislativo n. 155, del 2010.”, 4 (“Gli impianti di nuova realizzazione devono essere realizzati conformemente alla classificazione di impianti di recupero energetico di cui alla nota 4 del punto R1 dell’allegato C alla parte quarta del decreto legislativo 3 Aprile 2006, n. 152, e successive modificazioni,”), 5 (“Entro novanta giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, per gli impianti esistenti, le autorità competenti provvedono a verificare la sussistenza dei requisiti per la loro qualifica di impianti di recupero energetico R1 e, quando ne ricorrono le condizioni e nel medesimo termine, adeguano in tal senso le autorizzazioni integrate ambientali,”), 8 (“I termini per le procedure di espropiazione per pubblica utilità degli impianti di cui al comma 1 sono ridotti della metà. Nel caso tali procedimenti siano in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto, sono ridotti di un quarto i termini residui. I termini previsti dalla legislazione vigente per le procedure di valutazione di impatto ambientale e di autorizzazione integrata ambientale degli impianti di cui al comma 1 si considerano perentori.”) e 9(“in caso di mancato rispetto dei termini di cui al comma 3, 5 e 8 si applica il potere sostitutivo dell’art. 8 della legge 5 Giugno 2003, n. 131.”).
Ricordo infine che contemporaneamente a quelle sui referendum partono delle raccolte firme su altri argomenti importanti: una petizione sul rispetto della decisione popolare che nel 2011 ha decretato che l’acqua deve rimanere un bene pubblico e un’altra in appoggio alla richiesta di referendum sulle recenti riforme costituzionali (ricordo che mentre nei soliti referendum abrogtivi chi è contrario deve votare “Sì”, nel referendum confermativo sulle riforme costituzionali chi è contrario deve esprimersi con un “No”…. tanto per semplificare le cose…).

Ente Moscon News

Dopo un lungo periodo di calma, sembra che il vecchio CDA abbia dato un colpo di coda,  indicando al”NUOVO” il percorso da fare. Natur...