venerdì 1 agosto 2014

Enrico Cappelletti:10 punti


Ripubblico i 10 punti che ci preoccupano maggiormente di questa riforma. Aggiungo poi in fondo un aggiornamento:
1. dalle prossime elezioni verranno eletti, una volta ancora, solo i candidati scelti dalle segreterie dei partiti (senza poter esprimere una preferenza)
2. grazie al premio di maggioranza, un partito con una minoranza esigua di voti potrà ottenere al primo turno anche il 55% dei seggi. E godere di un potere enormemente accresciuto.
3. le differenze tra poteri legislativo ed esecutivo andranno a sfumare, facendo venir meno la funzione di controllo del Parlamento sul Governo. Istituzioni di garanzia come il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale vengono umiliate ed annichilite.
4. Il Senato sarà spollinato di quasi tutte le sue funzioni. Ma gli attuali Senatori verranno sostituiti da Senatori nominati che, se verranno scelti tra coloro che hanno problemi di giustizia, la faranno franca grazie all'immunità.
5. I risparmi per le casse dello Stato conseguenti alla riforma del Senato saranno di ca. 42 milioni di euro (forse nemmeno quelli), e non di un miliardo, come falsamente (ma non a caso), divulgato da Renzi a giornali e televisioni.
6. I cittadini vengono ulteriormente allontanati dalla politica. Aumenta enormemente il numero di firme per indire un referendum e per depositare un disegno di legge di iniziativa popolare.
7. Il meccanismo della “tagliola” entra in Costituzione. Tutte le leggi del Governo potranno farla scattare, con conseguente effetto “bavaglio” dell'opposizione.
8. Il Presidente della Repubblica sarà scelto di fatto, dal partito di maggioranza. Ne consegue che perde anche quelle sparute funzioni di garanzia che ancora gli rimangono.
9. Il segretario del primo partito potrà determinare nomina ed elezione di 10 dei 15 membri della Corte costituzionale. Difficilmente, dunque, la consulta boccerà in futuro le leggi della maggioranza. Aumenta inoltre il controllo sul CSM.
10. E si potrebbe continuare. Questa riforma, in conclusione, é frutto dell'accordo segreto Renzi-Verdini-Berlusconi, ispirato al piano di rinascita democratica, le contro-partite per Berlusconi, non sono note.
Ora, sappiamo che le forze di maggioranza hanno votato contro tutti gli emendamenti per la soppressione del Senato. Non é vero dunque che il loro obiettivo fosse quello di un risparmio dei costi della politica. E tanto meno quello di una maggiore efficienza del sistema. Il nuovo sistema bicamerale prevede infatti un possibile aggravio di almeno 60 giorni nell'iter di approvazione di tutte le leggi. Le forze capitanate da Renzie hanno anche votato contro tutti gli emendamenti che riducevano il numero dei Deputati. Rivelando un attaccamento alla poltrona fuori dal comune. Il M5S ha votato favorevolmente sia agli emendamenti per l'abrogazione del Senato (consideriamo che sia meglio abrogarlo piuttosto che umiliarlo a diventare mero “parerificio”), che alla riduzione del numero dei deputati. Tutto questo é negli atti. Lo trovate anche nel sito internet del Senato. Ma non credo che lo leggerete nei giornali.

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