sabato 30 agosto 2014

Un ospedale a Saonara?


La notiziona del nuovo ospedale a Saonara è stata al centro dell'attenzione  dei
media locali e sopratutto dei Saonaresi, in primis il ns.caro sindaco a cui non
pare vero gli possa capitare un'opportunità del genere.  A suo dire tutti ne sono
felici ed il primo pensiero che viene in mente ai cittadini "adesso la mia abitazione
aumenterà di valore".

Perchè allora io non riesco ad essere contento? Se tutto ciò sembra una manna caduta da cielo…....
Con la mente torno indietro nel tempo, mi ricordo quando da ragazzino cantavo
quella bella canzone di Celentano......rifletto e mi dico....Idrovia, Elettrodotto aereo,
Camionabile, Strada dei Vivai, Ferriera, Supermercati, Centri Commerciali,
mega distributori di carburanti, Rotonde, nuovi alberghi per accogliere un bel nuovo Ospedale; magari tutte queste opere non saranno realizzate, ma in questi ultimi anni se
ne è parlato molto e non si può negare che il buon Stefan non fà mistero  di
apprezzare queste opere che secondo lui servirebbero a sviluppare  una
Saonara dormiente da troppo tempo.
Mi domando perchè invece sogno una Saonara con tanti vivai in fiore attraversati
da piste ciclabili  che i ns. ragazzi percorrono in bici per andare a scuola seguiti
con premura dagli sguardi attenti dei nonni,  sogno un paese denominato
"dei fiori" con poco cemento e mi domando:
perchè tutti quelli che sono fuggiti dalla città per trovare un pò di tranquillità nel
ns.paese, ora si compiacciono se le loro case  avranno più valore: cosa farete
se ne avrete l'opportunità? le venderete e andrete altrove? lascerete qui le vs.
amicizie e sopratutto quelle dei vs. figli? Ma soprattutto, riuscirete a vendere?
Alla fine ho capito perchè sogno e perchè sogno a 5 stelle,  sogno una Saonara
bella e a 5 stelle. Quindi perchè nessuno abbia dubbi sulla posizione del M5S Saonara,
lotteremo con tutti i ns. mezzi perchè Saonara non venga stravolta da ulteriori
strutture gigantesche che nulla hanno a che vedere con le ns.tradizioni e culture.
Omero Badon
portavoce del M5S Saonara.

venerdì 29 agosto 2014

Richiesta rendicontazione spese cena

Il 18 luglio scorso sul sito del comune è stata pubblicata con entusiasmo la cifra che, al netto della spese, è stata devoluta in beneficenza alla scuola materna di Villatora grazie all'evento " a cena con il sindaco".
Ci siamo chiesti come hanno potuto essere così veloci a fare i conti, tra entrate e uscite, dato che la cena fu la sera prima.
Così, dopo aver fatto altre richieste di chiarimento che abbiamo giá pubblicato, Il 29 luglio per completare le informazioni che ci mancano sul tema " a cena con il sindaco" abbiamo chiesto la redicontazione dell'evento stesso.


e la risposta, giusto allo scadere dei 30 gg. dalla richiesta

 Siamo soddisfatti della risposta?
E VOI?

martedì 26 agosto 2014

Richiesti chiarimenti sia al Revisore dei Conti che al Segretario Comunale



in data 25 luglio abbiamo chiesto chiarimenti sia al Revisore dei Conti
 che al Segretario Comunale ( di cui attendiamo risposta )


 



"a cena con il sindaco" parte seconda

la normativa di legge che giustifichi e legittimi una spesa a sfondo benefico ancora non ci è stata data

Interrogazioni su tema "A cena con il Sindaco" prima parte

Il M5SSaonara ha chiesto a che normativa di legge si fa riferimento per motivare l'uso di soldi pubblici serviti a stampare i volantini dell'evento "A cena con il Sindaco"(€ 1.238).
Non ci risulta che l'Ente Comunale sia un Ente benefico, ed è dalla pubblicazione della  determina 205 che chiediamo informazioni esaustive.
 Questa la nostra prima domanda
 e relativa risposta, non esaustiva




Regolamento Concessione Contributi a Enti e Associazioni

venerdì 15 agosto 2014

Richiesta Regolamento ProLoco


In data 16 luglio 2014 il nostro Consigliere Comunale Omero Badon ha fatto richiesta alla segreteria comunale di avere il Regolamento della ProLoco di Saonara.
A tale richiesta fino al 13/8  non era pervenuta risposta ( 28 gg ) un lasco sufficente per dare risposta senza attingere a scusanti quali le ferie dei dipendenti comunali.
Omero Badon ha sollecitato di persona più volte, e sappiamo che tali documenti sono depositati tra gli atti comunali, e il 13/8 è stato fatto un ennesimo sollecito scritto. Le risposte ad oggi 14/8 sono state queste




mi sento oltremodo offeso per la risposta prot. 7441 del 14/08/2014 con la quale mi viene detto che devo rivolgermi alla pro loco per avere la documentazione in oggetto.( 28 gg dopo averne fatto richiesta )

E’ chiaramente un modo evidente per non collaborare con un membro del Consiglio Comunale, in quanto la documentazione è sicuramente depositata presso il Comune in quanto la Pro loco per essere iscritta al registro delle Associazioni, come è iscritta, (vedi registro on line) deve aver depositato anche lo statuto/regolamento che come si sa, è previsto dall’Art. 2 del “REGOLAMENTO SULLA PARTECIPAZIONE ED ISCRIZIONE AL REGISTRO COMUNALE DELLE LIBERE FORME ASSOCIATIVE”.

Pertanto, essendo un documento depositato in Comune e parte integrante di un procedimento per l’iscrizione ad un albo, un consigliere comunale ha diritto ad averne copia nel piu' breve tempo possibile ( anche subito ).

A questo punto ritengo che la richiesta fatta con mia prot. 6584 del 16/07/2014 sia ancora inevasa .
Omero Badon
e Gruppo M5SSaonara

domenica 3 agosto 2014

Risparmio sugli affitti d'oro grazie al M5S

Da " il Tempo"
Bastano quattro righe firmate dall’ufficio di presidenza della Camera per «sfrattare» 405 deputati. Loro ci hanno anche provato a puntare i piedi, a protestare per i pochi mesi di preavviso che gli hanno concesso per lasciare le stanze. Hanno accampato tante ragioni (alcune, a dirla tutta, poco fondate) per non essere «buttati fuori» ma non c’è stato niente da fare.
«L’introduzione delle nuove tecnologie ha modificato le modalità con le quali i deputati svolgono l’attività parlamentare, facendo sì che non sia più necessaria, come ritenuto in passato, l’attribuzione di un ufficio a ciascun singolo deputato». Chiaro e tondo il linguaggio dei questori: ormai gli onorevoli lavorano con l’Ipad o lo smartphone, mandano email o consultano archivi digitali, non hanno più bisogno della stanza con la scrivania, carte e penne.
Dunque Montecitorio ha deciso di utilizzare la norma proposta a suo tempo dal deputato Riccardo Fraccaro (M5S), che dava la possibilità di recedere dai contratti di affitto prima della loro scadenza.
Negli ultimi quindici anni la maggior parte degli onorevoli è stata ospitata in quattro palazzi privati nel centro storico di Roma, a due passi da Montecitorio. Ora sono rimasti tre, visto che uno, Palazzo Marini 1, in piazza San Silvestro, è stato riconsegnato al proprietario, Sergio Scarpellini, il 1° gennaio 2012.
Gli accordi con il costruttore romano sono stati presi molti anni fa, precisamente nel 1998 per Palazzo Marini 2, nel 1999 per Palazzo Marini 3 e nel 2000 per Palazzo Marini 4. I contratti sarebbero dovuti scadere, rispettivamente, nel 2016, 2017 e 2018. Ma Montecitorio, dopo aver incassato il parere positivo dell’ufficio legislativo, ha deciso di fare un passo indietro, sospendendo da subito gli accordi di locazione. Una decisione che spingerà l’istituzione a risparmiare 77,5 milioni di euro nei prossimi quattro anni.
Ma la «norma Fraccaro» valeva anche per gli altri enti locali. Ecco il testo approvato alcuni mesi fa: «Anche ai fini della realizzazione degli obiettivi di contenimento della spesa...le amministrazioni individuate e gli organi costituzionali nell’ambito della propria autonomia, possono comunicare, entro il 31 luglio 2014, il preavviso di recesso dai contratti di locazione di immobili in corso alla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto. Il recesso è perfezionato decorsi centottanta giorni dal preavviso, anche in deroga ad eventuali clausole che lo limitino o lo escludano». Non è un caso che la Provincia di Bolzano e altri enti ne abbiano approfittato.
Montecitorio ci ha pensato parecchio, tanto che da più parti è stato lanciato l’allarme di una possibile conclusione «all’italiana» della vicenda. Alla fine, però, il 26 giugno scorso, l’ufficio di presidenza ha deciso di tagliare i contratti. Molto ricchi, non c’è che dire, perché comprendono non soltanto la locazione dei tre edifici ma anche i servizi aggiuntivi «antincendio, di pronto intervento impiantistico e manutentivo e di resa disponibilità di attrezzature da ufficio». La società proprietaria degli immobili ha fornito alla Camera un pacchetto completo: stanze, commessi, sicurezza, mensa e tutto il resto.
Nella delibera, i questori spiegano che «corrisponde all’interesse pubblico che la Camera dei deputati eserciti la facoltà di recesso». Per diversi motivi. Tra questi: «La riduzione degli oneri per locazioni passive e per servizi accessori e aggiuntivi alle locazioni derivante dall’esercizio di detta facoltà - con un risparmio di circa 77,5 milioni di euro nel periodo dal 1° febbraio 2015 alla scadenza dei contratti - è coerente sia con la generale esigenza di contenimento della spesa pubblica sia con lo specifico indirizzo di riduzione delle spese della Camera formulato da tempo dagli organi di direzione politica di questo ramo del Parlamento e condiviso dall’Assemblea».
C’è stato qualche deputato che ha proposto di non recedere ma di rivedere i contratti di affitto, magari chiedendo una tariffa più bassa a Scarpellini, ma i questori hanno chiarito, sempre nella delibera dell’ufficio di presidenza, di aver giudicato «non percorribile l’ipotesi di intervenire, attraverso una novazione, sui vigenti contratti relativi ai Palazzi Marini 2, 3 e 4, e ciò in quanto essi rispecchiano un assetto superato dal mutamento delle esigenze funzionali dei deputati ormai strutturalmente inidoneo a consentire un effettivo, consistente e stabile contenimento degli oneri a carico della Camera».
Altri onorevoli, invece, hanno messo l’accento sul rischio che la società «Milano 90» mandi a casa tanti lavoratori. Del resto già quando la Camera decise di lasciare l’edificio in piazza San Silvestro (cioè Palazzo Marini 1) i dipendenti dovettero imbarcarsi in una lunga trattativa per tenersi lo stipendio. Anche su questo la delibera dell’ufficio di presidenza spiega: «Ai fini della individuazione dell’interesse pubblico specifico connesso alla decisione sull’esercizio della facoltà di recesso non possono avere rilievo le possibili conseguenze occupazionali, posto che la Camera dei deputati è soggetto terzo, estraneo rispetto al rapporto di lavoro tra il personale addetto ai Palazzi Marini e il datore di lavoro Milano 90 srl».
Ma i questori non se ne lavano le mani del tutto. Poche righe oltre avvertono: «Distinta, invece, è la valutazione di natura politica in merito alle suddette, possibili conseguenze occupazionali, che eventualmente potrà essere svolta, nelle sedi opportune, in una fase successiva all’esercizio di recesso». Come dire, se ce ne fosse bisogno la Camera cercherà di trovare una soluzione per salvare il posto ai dipendenti della «Milano 90» che dovessero rischiare di perdere il lavoro.
Nello specifico, Montecitorio rinuncerà a 405 stanze, assegnate ad altrettanti deputati, a tre sale conferenze e alla mensa. E, ovviamente, a tutti gli altri servizi assicurati in questi anni dai dipendenti della società di Scarpellini.
La lettera alla «Milano 90» è stata mandata pochi giorni dopo la decisione dell’ufficio di presidenza. Nel testo si precisa anche la rinuncia all’«utilizzo delle fotocopiatrici installate presso i Palazzi Marini e fornitura dei materiali di consumo delle stesse e dei fax ivi installati». La data di scadenza del contratto per la mensa è stata fissata, invece, al 30 novembre 2014. Era stata comunicata alla fine di giugno.
Ma se il percorso sembra in discesa, non è ancora detta l’ultima parola. Ovviamente Scarpellini potrebbe presentare un ricorso contro la decisione di interrompere i contratti di locazione prima della scadenza dei termini.
Non è tutto. Chissà che alcuni deputati non gli propongano di affittare i loro vecchi uffici privatamente a un prezzo di favore. Ipotesi che circola nei corridoi di Montecitorio anche se, di solito, gli onorevoli non sono mai molto entusiasti di tirare fuori soldi di tasca loro benché abbiano uno stipendio che si aggira sui 12 mila euro, considerata l’indennità di 5 mila euro netti al mese, a cui vanno aggiunti i soldi della diaria (3.500 euro al mese per pagare le spese di soggiorno a Roma, anche se ne hanno diritto, non si capisce perché, pure gli onorevoli residenti nella Capitale) e gli altri contributi (più o meno 3.700 euro) per l’attività politica. Se poi si considerano le indennità di funzione, dal capogruppo al presidente della Camera, lo stipendio lievita di alcune migliaia di euro. Un discorso a parte è quello degli ex. Tra vitalizi e spese di trasporto ci costano ancora più di duecento milioni di euro all’anno. Ma non hanno l’ufficio pagato, a meno che non siano ex presidenti della Camera. In questo caso, secondo le norme modificate due anni fa, ne hanno diritto (con tanto di segreteria) per dieci anni dopo la scadenza del loro mandato. Fino al 2012 potevano contarci per tutta la vita.
In questi ultimi anni sono stati fatti alcuni tagli (tra cui il blocco degli aumenti automatici dei compensi) ma, rispetto al costo totale di Camera e Senato (1,5 miliardi all’anno), si tratta di piccole riduzioni. Adesso le forbici colpiranno gli affitti dei palazzi che in poco più di quindici anni di locazione sono costati quasi 400 milioni di euro. Se Montecitorio avesse deciso di comprare gli immobili, invece di affittarli, ci avrebbe sicuramente guadagnato.
Alberto Di Majo

venerdì 1 agosto 2014

Morra ci spiega la giornata di oggi in parlamento

http://youtu.be/cs9Xn8UGqic

Enrico Cappelletti:10 punti


Ripubblico i 10 punti che ci preoccupano maggiormente di questa riforma. Aggiungo poi in fondo un aggiornamento:
1. dalle prossime elezioni verranno eletti, una volta ancora, solo i candidati scelti dalle segreterie dei partiti (senza poter esprimere una preferenza)
2. grazie al premio di maggioranza, un partito con una minoranza esigua di voti potrà ottenere al primo turno anche il 55% dei seggi. E godere di un potere enormemente accresciuto.
3. le differenze tra poteri legislativo ed esecutivo andranno a sfumare, facendo venir meno la funzione di controllo del Parlamento sul Governo. Istituzioni di garanzia come il Presidente della Repubblica e la Corte Costituzionale vengono umiliate ed annichilite.
4. Il Senato sarà spollinato di quasi tutte le sue funzioni. Ma gli attuali Senatori verranno sostituiti da Senatori nominati che, se verranno scelti tra coloro che hanno problemi di giustizia, la faranno franca grazie all'immunità.
5. I risparmi per le casse dello Stato conseguenti alla riforma del Senato saranno di ca. 42 milioni di euro (forse nemmeno quelli), e non di un miliardo, come falsamente (ma non a caso), divulgato da Renzi a giornali e televisioni.
6. I cittadini vengono ulteriormente allontanati dalla politica. Aumenta enormemente il numero di firme per indire un referendum e per depositare un disegno di legge di iniziativa popolare.
7. Il meccanismo della “tagliola” entra in Costituzione. Tutte le leggi del Governo potranno farla scattare, con conseguente effetto “bavaglio” dell'opposizione.
8. Il Presidente della Repubblica sarà scelto di fatto, dal partito di maggioranza. Ne consegue che perde anche quelle sparute funzioni di garanzia che ancora gli rimangono.
9. Il segretario del primo partito potrà determinare nomina ed elezione di 10 dei 15 membri della Corte costituzionale. Difficilmente, dunque, la consulta boccerà in futuro le leggi della maggioranza. Aumenta inoltre il controllo sul CSM.
10. E si potrebbe continuare. Questa riforma, in conclusione, é frutto dell'accordo segreto Renzi-Verdini-Berlusconi, ispirato al piano di rinascita democratica, le contro-partite per Berlusconi, non sono note.
Ora, sappiamo che le forze di maggioranza hanno votato contro tutti gli emendamenti per la soppressione del Senato. Non é vero dunque che il loro obiettivo fosse quello di un risparmio dei costi della politica. E tanto meno quello di una maggiore efficienza del sistema. Il nuovo sistema bicamerale prevede infatti un possibile aggravio di almeno 60 giorni nell'iter di approvazione di tutte le leggi. Le forze capitanate da Renzie hanno anche votato contro tutti gli emendamenti che riducevano il numero dei Deputati. Rivelando un attaccamento alla poltrona fuori dal comune. Il M5S ha votato favorevolmente sia agli emendamenti per l'abrogazione del Senato (consideriamo che sia meglio abrogarlo piuttosto che umiliarlo a diventare mero “parerificio”), che alla riduzione del numero dei deputati. Tutto questo é negli atti. Lo trovate anche nel sito internet del Senato. Ma non credo che lo leggerete nei giornali.

Taverna: "la gente NON HA IL PANE e voi riformate la Costituzione?"

Videosorveglianza cimiteri 2014>2018

MEGLIO TARDI CHE MAI, questo detto è sempre valido caro sindaco. Non so se qualcuno si ricorda che il 28 aprile del 2014, oltre 4 anni ...