sabato 31 agosto 2013

Visita al Due Palazzi

Ieri mattina, insieme a Francesca Businarolo, Gianni Girotto, Silvia Benedetti, Enrico Cappelletti, Marco Brugnerotto e Giovanni Endrizzi siamo stati in visita presso il carcere Due Palazzi di Padova ed alla Casa Circondariale.
Durante questa visita, per me è la prima, ho raccolto emozioni che ho l'impressione si possano provare solo entrando "li dentro", questa prima giornata fa parte di una serie di eventi che andranno poi a creare una visione più completa della realtà delle carceri italiane.
Nell'ordine ho raccolto problematiche reali che vanno dal sovraffollamento, quindi un numero di detenuti troppo alto rispetto alla metratura della stanza/cella, questo è un problema diffuso e a tal proposito si deve sapere che in Italia sono detenute circa 66.000 persone. I posti regolamentari sarebbero 47.040, di cui circa 6.000 non sono utilizzabili per necessità di manutenzione o ristrutturazione; il deficit è dunque di 25.000 posti.
Il Movimento 5 Stelle sostiene il recupero funzionale delle carceri mal utilizzate, ad esempio il recupero di sezioni chiuse, costruzioni di nuovi padiglioni oppure la unificazione di celle potrebbe recuperare circa 22.000 posti, senza costruire nuovi istituti e con un costo inferiore quasi della metà 355 milioni contro i 675 milioni del piano del Commissario Straordinario.
Altro argomento è l'impiego del detenuto in attività lavorative, personalmente ho trovato l'iniziativa coordinata dall'associazione Ristretti Orizzonti decisamente interessante, in sostanza alcuni ospiti del carcere "Due Palazzi" si occupano di redare una rivista dedicata a ciò che succede in carcere toccando argomenti quali la cultura e l'informazione.
Inoltre circa la metà dei detenuti è impegnato in attività lavorative legate ai servizi del carcere e attività conto terzi quali pasticceria e call_center (alle dipendenze di una cooperativa).
Questa possibilità, di impegnare il tempo della detenzione nel lavoro, permette ai reclusi di crearsi una prospettiva per il futuro, questa previsione futura è una delle poche cose che i detenuti chiedono. Altra ottima iniziativa la possibilità di studiare all'interno del carcere e addirittura di laurearsi (ad oggi 5 detenuti sono riusciti a laurearsi o specializzarsi all'interno del carcere).
Rimane però ancora isolata una realtà come quella di Padova ed è molto basso il numero di persone recluse inserite nei vari progetti presenti nelle carceri italiane, con il rischio di portare a termine una pena senza aver imparato un lavoro e ancor peggio senza aver inalzato il livello culturale/educativo del detenuto.
Da queste esperienze, speriamo di poter comprendere meglio le situazioni e le problematiche delle carceri italiane e di sensibilizzare le amministrazioni carcerarie e politiche affinchè si investa maggiormente nel recupero dei detenuti.

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