lunedì 15 luglio 2013

EXPO: fallimento annunciato




Con Expo si promettevano 16 miliardi di euro in investimenti su Milano e 190 mila posti di lavoro. Gli investimenti sono stati fortemente ridimensionati e sembra impossibile che si possano creare così tanti posti di lavoro (che lavoro? precario). Entrambi gli appalti per i cantieri sono finiti sotto inchiesta da parte della Procura. I costi extra evidenziati in corso d'opera ricadranno sui cittadini. Gli interessi della criminalità organizzata, in particolare della 'ndrangheta che controlla le ditte di movimento terra in Lombardia, sono enormi e i controlli insoddisfacenti. Del dopo Expo non si sa nulla, se non che servirà un enorme colata di cemento. Expo è un fallimento annunciato.
"Sono Luigi Franco, collaboratore del Fatto Quotidiano.it. 
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dopo EXPO il nulla cementificato :

Infine tra le diverse criticità c’è un grande punto di domanda: che cosa ne accadrà dopo il 31 ottobre 2015 dell'area espositiva quando i padiglioni dovranno essere smontati uno a uno, portati in discarica e qualcosa di nuovo dovrà sorgere su quell'area espositiva? Fino a ora se ne sa ben poco sono state fatte ipotesi, il nuovo stadio dell’Inter, la cittadella della giustizia, la nuova sede regionale RAI, tutte ipotesi fatte e poi abbandonate presto. Quello che sembra abbastanza probabile è che verrà costruito molto cemento sopra,perché l’accordo di programma ereditato dalla giunta Moratti e poi approvato dal Consiglio Comunale dopo le elezioni di Pisapia prevede per quell'area un indice di edificabilità di 0,52 m² / m² e questo che cosa vuole dire? Che su una superficie così vasta si potranno costruire oltre 500mila m² di residenze, negozi, che addirittura potrebbero salire a oltre 650 mila nel caso in cui il padiglione Italia e l’anfiteatro dovessero essere convertiti a funzioni pubbliche una volta che l’esposizione sarà finita. E accanto a questi 500 mila m² di residenze e negozi poi dovrebbero sorgere 30 mila m² di housing sociale, un parco di oltre 450 mila m². 
Mentre il Consiglio Comunale di Milano approvava questo accordo di programma, visto che c’erano delle tensioni dentro la maggioranza arancione, con l’altra mano veniva approvata una mozione che impegna la giunta a far sì che questo indice venga diminuito e a fare sì che le residenze vengano destinate a studenti e a particolari categorie sociali. C’è però un problema dietro a tutto questo: tutto quel cemento è necessario per rendere sostenibile Expo stesso, perché quando i terreni sono stati acquistati da Area Expo, la società partecipata da comune di Milano, Regione Lombardia e da Fondazione Fiera Milano, sono stati pagati 150 milioni di Euro alla quale a posteriore l'agenzia del territorio e la Corte dei Conti hanno dato il loro benestare, ma solo in virtù del progetto immobiliare che si sarebbe andato a sviluppare nel dopo Expo. 
Quindi questi terreni, perché l’investimento pubblico abbia un rendimento accettabile, dovranno essere venduti a 330 milioni di Euro dopo il 2015, e se quei terreni non verranno venduti a quel prezzo le amministrazioni di Milano e regionale potrebbero rischiare un'indagine dalla Corte dei Conti perchè si renderebbero colpevoli per aver investito denaro pubblico in modo non remunerativo. Un altro aspetto critico in questa faccenda è che in questo momento siamo in un periodo di crisi particolare nel settore immobiliare. Milano è piena di zone di nuova costruzione, dove gli appartamenti sono ancora invenduti, quindi non si capisce bene quale potrebbe essere l'utilità di tutti questi nuovi alloggi inaerea Expo, quindi non è nemmeno cosi scontato che i nuovi investitori accetteranno di acquistare quei terreni per 300-330 milioni Euro ad Area Expo, per costruirci sopra qualcosa. Tanto più che accanto alla zona Expo, c'è l'area Cascina Merlata dove sono appena partiti i lavori per costruire altri 500 mila m² di residenze e negozi, a cui aveva dato via libera la giunta Moratti."

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