sabato 20 luglio 2013

FINANCIAL TIMES ,art. del 18 luglio




Caso Shalabayeva : durissimo editoriale del FINANCIAL TIMES (18 luglio) (testo completo tradotto) DA DIFFONDERE... Il Governo Italiano ha DEFINITIVAMENTE PERSO OGNI CREDIBILITA' INTERNAZIONALE. 
> “ .... Il caso è una vergogna per Roma, che è stata condannata dalle Nazioni Unite. L’Italia, membro fondatore dell'Unione europea, dovrebbe difendere i diritti umani, non consegnare degli innocenti a un regime spietato.... E’ STUPEFACENTE che NESSUNO SI È PRESO LA RESPONSABILITÀ POLITICA di questo errore.... Anche se l'onorevole Alfano non fosse stato a conoscenza dei fatti, questo implicherebbe che non ha in mano il suo ministero..... LA CREDIBILITÀ DEL GOVERNO SAREBBE SERIAMENTE COMPROMESSA se nessuno si assume la responsabilità. Sarebbe saggio che ALFANO SI FACESSE DA PARTE...”

NB
 l’editoriale é del 18 Luglio, quando NON sapevano che il Governo NON ha sfiduciato Alfano ! Figuriamoci cosa scriveranno ora... Lo devono leggere tutti, per capire cosa pensa la comunità internazionale del Governo e degli alti rappresentanti dello Stato Italiano. 

> Ecco la traduzione completa dell’editoriale:

--- > “L’Imbroglio di Roma - Il governo italiano dovrebbe assumersi la sua responsabilità per l’enorme errore fatto con il Kazastan.” 

Le forze dell'ordine italiane non sono famose per la loro efficienza. Eppure la polizia a Roma in maggio é stata sorprendentemente rapida nel deportare la moglie e la figlia del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, per presunta immigrazione clandestina. Rimangono i sospetti che Italia abbia voluto fare un favore al governo kazako. Roma ha forti legami commerciali con Astana, nonostante il record deludente in diritti umani del Kazakistan.

Mr Ablyazov non é un santo. L’Alta Corte di Londra lo ha condannato a 22 mesi di carcere per oltraggio alla corte dopo una battaglia legale con il suo governo riguardo alla presunta appropriazione indebita di miliardi dalla BTA Bank. Eppure le autorità britanniche gli hanno concesso asilo politico. Le minacce alla sua vita aveva convinto la polizia a offrirgli protezione.

Ancora più importante, le accuse mosse dalle autorità italiane contro la moglie e la figlia del signor Ablyazov sono infondate. Dopo una frettolosa indagine, Roma ha ammesso l’errore e revocato l'espulsione. Ma le due (la madre e la sua bimba) ora sono trattenute ad Astana. Le autorità kazake accusano la madre di aver acquisito illegalmente il suo passaporto e non le permettono di lasciare il paese. Ci sono timori che siano trattenute come ostaggi per costringere il sig Ablyazov a tornare.

Il caso è una vergogna per Roma, che è stata condannata dalle Nazioni Unite. L’Italia, membro fondatore dell'Unione europea, dovrebbe difendere i diritti umani, non consegnare degli innocenti a un regime spietato.

E’ STUPEFACENTE che nessuno si è preso la responsabilità politica di questo errore. Giuseppe Procaccini, capo dello staff di Angelino Alfano, ministro dell'Interno e vice primo ministro, si è dimesso. Ma Alfano nega che sapeva della deportazione. Tuttavia, la sua pretesa si scontra con i commenti di Procaccini, che dice di essere stato incaricato di incontrare le autorità kazake. Anche se l'onorevole Alfano non fosse stato a conoscenza dei fatti, questo implicherebbe che non ha in mano il suo ministero.

I partiti di opposizione hanno presentato una mozione di sfiducia nei confronti dell’On Alfano, che verrà votata Venerdì. Ma il governo ha serrato i ranghi. Essendo il numero due di Silvio Berlusconi, il ministro (Alfano) può contare sul sostegno del Popolo della Libertà (partito di centrodestra). Anche i Democratici di centro-sinistra lo sosterrano, perché temono che un voto di sfiducia possa far cadere il governo.
Cinque mesi dopo un’elezione disordinata e nel bel mezzo di una profonda recessione, l'Italia non può permettersi una crisi politica. TUTTAVIA, la credibilità del governo sarebbe seriamente compromessa se nessuno si assume la responsabilità. Sarebbe saggio che Alfano si facesse da parte e lasciasse la sua carica per essere rimpiazzato da uno dei suoi colleghi di partito.

---> VERSIONE ORIGINALE – FINANCIAL TIMES, July 18, 2013 6:57 pm
“Rome’s imbroglio - Government should take responsibility for Kazakh blunder” 
Italy’s law-enforcement agencies are not famous for their efficiency. Yet police in Rome were surprisingly swift in May in deporting the wife and daughter of a Kazakh dissident, Mukhtar Ablyazov, over alleged illegal immigration. Suspicions linger that Italy wanted to do a favour for the Kazakh government. Rome has strong commercial ties with Astana, in spite of Kazakhstan’s poor human rights record. 
Mr Ablyazov is no saint. London’s High Court sentenced him to 22 months in jail for contempt of court following a legal battle with his government over the alleged misappropriation of billions from BTA bank. Yet the UK authorities had granted him political asylum. Threats to his life had convinced the police to offer him protection. 
More importantly, accusations levelled by the Italian authorities against Mr Ablyazov’s wife and daughter are groundless. After a hasty inquiry, Rome has admitted the mistake and revoked the expulsion. But the two are now held in Astana. Kazakh authorities accuse the mother of having acquired her passport illegally and she cannot leave the country. There are fears they may be kept as hostages to force Mr Ablyazov to return. 
The case is an embarrassment to Rome, which has been condemned by the UN. Italy, a founding member of the EU, should defend human rights, not hand innocents to a ruthless regime. 
Astonishingly, no one has taken political responsibility for this blunder. Giuseppe Procaccini, chief of staff of Angelino Alfano, interior minister and deputy prime minister, has resigned but Mr Alfano denies he knew about the deportation. However, his claim clashes with comments from Mr Procaccini, who says he was instructed to meet the Kazakh authorities. Even if Mr Alfano was unaware of the facts, that would imply he does not have a grip on his ministry. 
Opposition parties have tabled a vote of no-confidence in Mr Alfano, which will be held on Friday. The government has closed ranks. As the number two to Silvio Berlusconi, the minister can rely on the centre-right People of Liberty’s support. The centre-left Democrats will also back him, as they fear that a vote of no-confidence could bring down the government. 
Five months after a messy election and in the middle of a deep recession, Italy cannot afford a political crisis. However, the cabinet’s credibility will be severely undermined if no one takes responsibility. Mr Alfano would be wise to step aside and leave his job to one of his party colleagues.

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