lunedì 3 giugno 2013

E se lo facessero anche gli " ALTRI"?

31-5-13


I tre parlamentari veneziani M5S risparmiano e restituiscono 36.493 euro nel primo mese e mezzo di attività a Roma.
31 maggio 2013

Venezia, 22 maggio 2013 – Coerenza: una parola che la classe politica italiana, da tempo, ha cercato di far dimenticare ai cittadini. Eppure, nell’attuale legislatura, la diciassettesima della Repubblica Italiana, si vedono alcuni segnali in netta controtendenza.Il Movimento 5 Stelle ha tra i suoi valori di base la sobrietà nell’uso del denaro pubblico: questo si è tradotto finora nel rifiuto anticipato ad ogni (finto) rimborso elettorale, sia per le elezioni regionali (Piemonte, Emilia Romagna, Sicilia, Lazio, Lombardia e Friuli Venezia Giulia) sia per quelle nazionali. Se per le prime l’importo si aggira complessivamente sui 10 milioni di euro, per le seconde la somma rimasta nelle casse pubbliche è pari a ben 42 milioni di euro.

I tre deputati della Provincia di Venezia, Marco Da Villa, Arianna Spessotto ed Emanuele Cozzolino, come  sottoscritto e promesso in campagna elettorale, hanno presentato in questi giorni il primo report su stipendi, diarie e rimborsi spese relativamente al periodo 15 marzo-30 aprile.

Ebbene, rispetto a quanto percepito, i tre cittadini-parlamentari terranno per sé soltanto il 50% dell’indennità parlamentare (5.000 euro circa al lordo delle imposte) nonché le somme corrispondenti alle spese realmente sostenute e dettagliatamente rendicontate (scontrini, fatture, contratti di locazione, abbonamenti ai mezzi pubblici) risparmiando così una somma pari a36.493 euro la cui destinazione è ancora incerta: forse un fondo per il micro-credito di piccole e medie imprese, sull’esempio di quanto già stanno facendo i consiglieri regionali pentastellati in Regione Sicilia. Probabilmente la scelta avverrà tramite un sondaggio degli attivisti nel blog di Grillo.

Nel dettaglio la Spessotto ha “messo da parte” 10.163 euro, Cozzolino 13.967 euro e Da Villa 14.580 euro: quest’ultimo ha risparmiato più di tutti perché in questi primi mesi è stato ospite a casa di amici. La deputata sandonatese e Cozzolino, di Mirano, hanno preso in affitto dei piccoli appartamenti ma, durante le prime settimane, hanno alloggiato in vari B&B.

A dispetto, peraltro, di quanto dichiarato recentemente da Matteo Renzi, i parlamentari M5S non “pensano solo agli scontrini” ma credono di poter far politica seriamente, sobriamente e con trasparenza circa l’uso del denaro pubblico (segnale, a sua volta, di serietà e rispetto per i cittadini). Il deputato Da Villa ha dichiarato, rispondendo alle affermazioni del Sindaco di Firenze, che: “se qualcuno nella Margherita-DL (il suo partito di provenienza, ndr.) avesse controllato un po’ di più gli scontrini non ci sarebbe stato forse il caso Lusi”.

I tre deputati, come i loro colleghi M5S, hanno deciso già da alcune settimane la commissione parlamentare permanente nella quale siederanno: Cozzolino ha scelto la commissione I “Affari Costituzionali”, Da Villa la X “Attività Produttive” e Spessotto la XIV “Politiche dell’Unione Europea”.

Tutti hanno poi iniziato ad approfondire i temi trattati nella propria commissione nonché alcuni dei punti del programma elettorale: Spessotto, in particolare, attiva contro le grandi opere inutili, ha sottoscritto l’interrogazione su “il cunicolo esplorativo de La Maddalena (Chiomonte, Val di Susa)” e sta analizzando le numerose procedure d’infrazione aperte dall’UE nei confronti dell’Italia. Da Villa sta invece studiando un dossier sul “made in Italy” e sta partecipando, insieme agli altri deputati M5S della commissione X, ad alcuni incontri con associazioni di categoria e sindacati per l’esame eventuale di proposte e idee da tradurre in progetti di legge; Cozzolino ha partecipato alla redazione della legge per l’abolizione dei contributi pubblici ai partiti e alla proposta di modifica costituzionale per l’abolizione delle province.

I deputati veneziani hanno poi firmato, in qualità di cofirmatari, numerose risoluzioni come quella per il ritiro del nostro contingente dall’Afghanistan o quella per il blocco preventivo delle coltivazioni di mais OGM come pure dei disegni di legge preparati da e con altri colleghi (vedi link:     http://doiop.com/attivita_camera_da_villa;          http://doiop.com/attivita_camera_spessotto;   http://doiop.com/attivita_camera_cozzolino).

I tre deputati lanciano, bonariamente, il guanto di sfida ai loro colleghi della Provincia di Venezia: chissà che il loro gesto non stimoli tutti a rendere noto e trasparente quanto guadagnato e quanto speso mensilmente (comprese le somme girate al partito di appartenenza: pratica peraltro sconosciuta nel M5S) e quanto, eventualmente, si intende risparmiare. Si attende, in particolare, la risposta di Mognato, segretario provinciale del PD.

Qui di seguito una stima dei risparmi complessivi che il Movimento 5 Stelle attuerà nei cinque anni di legislatura:

42 milioni di euro di rimborsi elettorali rifiutati alle ultime elezioni politiche;
5 milioni di euro/anno derivanti dal dimezzamento dell’indennità parlamentare;*
3,5 milioni di euro/anno per la rinuncia alle spese generali aggiuntive (telefoni, taxi etc.);**
1,6 milioni di euro l’anno derivanti dalla rinuncia all’indennità di fine mandato;***
175mila euro/anno derivanti dalla rinuncia alle indennità di carica dei presidenti, dei vicepresidenti e dei questori;****
Il totale è pari ad euro 52.275.000 a cui occorre aggiungere le somme che residueranno, ogni mese, dalla rendicontazione effettuata da ogni parlamentare per indennità, diaria e spese varie.

Ovviamente si tratta di cifre che, da sole, non possono risolvere i gravissimi problemi di finanza pubblica del nostro Paese ma si tratta comunque, alla luce anche della crisi economica e dell’emergenza occupazionale, di un segnale forte e semplice di rispetto verso i cittadini considerabili, secondo il Movimento, una sorta di “datori di lavoro” degli eletti.

*Quota restituzione media calcolata per 163 parlamentari per 12 mensilità

**quota media rinuncia indennità accessorie al netto spese per 163 parlamentari e 12 mensilità

*** quota media calcolando quota mensile versata e dato che indennità è pari a 80% dell’indennità parlamentare

**** Vice presidente Camera e Questore Senato eletti rinunciano a indennità aggiuntiva mensile di carica di 3.112 euro. Il Questore inoltre rinuncia ad appartamento ed entrambi rinunciano all’auto blu. Rinunciano ad indennità aggiuntiva di carica anche i 19 parlamentari M5S eletti vice presidenti di Commissioni eletti (555 euro mese) e 22 segretari (277 euro mese).

Roma, 22 maggio 2013
Ufficio Stampa

Parlamentari M5S della Provincia di Venezia

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