mercoledì 27 marzo 2013

L’elettrodotto 380kV “trasversale in Veneto”


Perchè parlare di elettrodotti?
Perché sono delle vere e proprie infrastrutture che il territorio ed i suoi abitanti sono costretti a subire e
perché sono una affare, ma non per la collettività.
Il “caso” dei nuovi elettrodotti Dolo-Camin e Malcontenta-Mirano è certamente emblematico di un certo
modo di fare e ci consente di toccare con mano i molti aspetti relativi alla questione del dispacciamento
dell’energia elettrica sul territorio italiano.
I due interventi rientrano comunque nell’ambito della realizzazione dell’elettrodotto trasversale veneto, di
cui sono lo snodo critico, che troverà il suo completamento con la futura realizzazione del tratto Scorzè-
Volpago del Montello.





Terna e l'International Utility Award.
Come far capire al meglio che cos’è Terna se non partendo dal premio internazionale che l'Edison Electric
Institute di Washington assegna alle società del settore come migliore utility dell’anno?
Questo premio, attribuito per la redditività di impresa che fa felici gli azionisti, Terna lo ha vinto lo scorso
anno per triennio 2010-2012 per la seconda volta dopo quello del 2007-2009. Complessivamente gli
azionisti di Terna hanno visto aumentare il proprio rendimento del 73%. Una enormità se confrontata ai
rendimenti delle altre big europee del settore che hanno avuto nello stesso periodo un rendimento negativo
del -24%.
Miracolo italiano?.
No, semplicemente l’effetto del monopolio del settore ereditato dall’azienda per essere stata sino al 1999 e
poi ancora sino al 2004, parte del monopolio elettrico di una azienda pubblica.
Monopolio che consente all’azienda di contrattare con l’Autorità per l’Energia ed il Gas il rendimento
garantito dei propri investimenti per il dispacciamento dell’energia sul territorio italiano.
Dunque Terna, più investe, più guadagna.
Interessante a questo punto l’elencazione della composizione della società Il 29,85% è di Cassa Depositi
Prestiti, socio di maggioranza e di controllo. Il 5% va all'imprenditore Romano Minozzi, proprietario di
Graniti Fiandre e leader nel settore ceramico italiano Il rimanente 65%, vede un 25% di investitori retail e il
rimanente di investitori istituzionali, sparsi in 32 paesi, tra i quali molti fondi di investimento e tra questi, il
maggiore nel mondo, la BlackRock Inc.
Nel 2012 Terna ha chiuso con ricavi per 1,8 miliardi ed un utile di 464 milioni di €. A giugno 2013 il
dividendo previsto per gli azionisti è complessivamente di 20 centesimi per azione (di cui 7 già anticipati nel
2012) che a fronte dei circa 2 miliardi di azioni sul mercato fanno circa 400 milioni di dividendi.
Gli italiani hanno abbondantemente di che stizzirsi nell’apprendere che la gestione monopolista di un
servizio sul territorio italiano non arricchisce la collettività, ma bensì il privato e pure estero, pagando le
pensioni degli altri.
La Linea
Sia il tratto Dolo – Camin quanto quello che si diparte dalla S.E. Malcontenta (adiacenze forte Tron) per
giungere alla nuova S.E. di Mirano lungo il Canale Taglio, sono infrastrutture funzionali al completamento
dell’anello a 380 KV in doppia Terna che, con la costruzione dell’ulteriore tratto di circa 30 Km dalla S.E
Venezia Nord a Volpago del Montello, costituisce il progetto di Elettrodotto Trasversale Veneto ad unire le
due grandi linee di tensione esistenti, l’una in territorio veneziano e trevigiano, l’altra in quello veronese e
vicentino.
A differenza del tratto S.E. Venezia Nord – Scorzè – Volpago del Montello, ancora in fase di “forzata”
concertazione ed autorizzazione (nuova S.E. di Volpago del Montello) le due linee in territorio totalmente
veneziano, l’una di circa 15, l’altra di 7 Km, sono oggi già oggetto dei primi interventi preliminari.
Entrambe previste in legge obiettivo, entrambe ricadono nell’ambito del blindatissimo “Accordo
Moranzani” firmato da Regione Veneto, Autorità Portuale, Provincia di Venezia, Comune di Venezia e
Terna, a spese degli altri comuni del Veneziano e Padovano: Mirano, Dolo, Camponogara Mira, Fossò, Strà,
Vigonovo, Saonara.
Entrambe le linee saranno realizzate in aereo con tralicci monostelo alti 58-60 metri, del diametro di circa i
metro, affondati su una piastra di calcestruzzo di 15 metri per lato e 4 di spessore.
La linea Dolo – Camin della lunghezza di 14,8 km sarà realizzata sfruttando il tracciato idroviario ed
interesserà i comuni di Dolo, Campongara, Fossò, Strà, Vigonovo in provincia di Venezia e di Saonara in
provincia di Padova
La linea S.E. Malcontenta – Nuova S.E. Mirano avrà la lunghezza di circa 7,4 Km ed interesserà i territori
dei comuni di Venezia, Spinea, Mira, Mirano
L’accordo capestro “MORANZANI”.
L'accordo di programma Vallone Moranzani (AdP) è stato formalmente sottoscritto il 31 marzo 2008.
Consente per i sottoscrittori il raggiungimento di più obiettivi, tra i quali, principalmente:
· la gestione dei fanghi di dragaggio dei canali di grande navigazione e la riqualificazione ambientale,
paesaggistica, idraulica e viabilistica dell’area di Malcontenta – Marghera;
· l’interramento di alcune linee a 220 kV e a 380 kV, con conseguente eliminazione di un
considerevole numero di km di elettrodotti, l’ampliamento di due stazioni elettriche mediante la
realizzazione di nuove sezioni: una 380/132 kV in area Fusina, l’altra 380/220 kV in area Romea in
prossimità degli esistenti impianti Edison;
· Razionalizzazione della rete elettrica AT nelle aree di Venezia e Padova mediante la realizzazione di
due elettrodotti aerei a 380kV fra la S.E. di Dolo e la S.E. di Camin e fra la S.E. Malcontentae la
nuova S.E. di Mirano
Nella figura che segue in color viola sono evidenziati i 13 Km di linea a 380kV interrata ed in rosso le
stazioni elettriche di nuova costruzione o previste in ampliamento.
Approssimativamente lo steso colore delimita a Malcontenta l’area del Vallone Moranzani e della San marco
petroli soggette ad intervento di “recupero ambientale”
In alto, il futuro bosco del “brombeo” a ridosso del casello di Villabona.







Al punto 6.2 “Impegni della regione Veneto” dell’Accordo, Terna e regione Veneto si danno reciprocamente
atto che “la realizzazione degli interventi funzionali a liberare l’area del vallone Moranzani di cui al comma
6.1 lettere a) e c)“, vale a dire l’interramento delle linee esistenti per consentire il conferimento dei fanghi,
“è coessenziale rispetto alla realizzazione degli interventi di cui al medesimo comma 6.1 lettera b) e che la
localizzazione dei tracciati degli elettrodotti aerei Dolo-Camin e Malcontenta – Mirano, così come risultante
dal progetto giacente al MISE pratica n. 000065 del 3 gennaio 2008, è condivisa dalla medesima regione ed è
compatibile con il piano regionale di programmazione urbanistica nelle aree interessate dai due interventi:
pertanto la mancata autorizzazione anche di una sola delle due opere citate al comma 6.1 lettera b) sarà
causa di risoluzione del presente accordo”
La richiesta dei “ricorrenti”
Comuni, cittadini e comitati che si sono attivati contro l’Elettrodotto Dolo-Camin hanno unicamente chiesto
il rispetto del proprio territorio e delle persone che lo abitano mediante l’interramento della linea per tutta la
sua lunghezza di circa 14,8 Km. Null’altro che la stessa cura e precauzione che Terna riserva in zona
Malcontenta ad una area fortemente compromessa provvedendo ad interrare 13Km di linea a 380kV.
La questione è per molti versi emblematica di un certo modo di gestire il territorio nel nostro paese.
Per anni a Malcontenta si è lasciato all’industrializzazione e all’urbanizzazione selvaggia mano libera. Ora vi
si pone (giustamente) rimedio ma solo a scapito dell’integrità di altri territori.
Il Ricorso Amministrativo.
Contro il progetto Terna Dolo-Camin, si sono attivati comitati, singoli cittadini, comuni.
Al momento dopo la prima soccombenza al Tar del Lazio, il ricorso presentato da Cat, Comitati di Vigonovo
e Saonara, Comuni di Vigonovo, Camponogara, Fossò, Dolo, Strà e Saonara risulta pendente al Consiglio di
Stato, di cui si attende la pronuncia entro la fine di Aprile.
Un secondo ricorso dell’attuale proprietario di Villa Sagredo, prof. Bano, risulta sospeso e sospese sono tutte
le attività nell’area che interessa la Villa, in quanto collegato alla denuncia per falso ideologico intentata
sempre dal Bano contro il presidente della regione Zaia per affermazioni da quest’ultimo rese relativamente
all’assenza di luoghi culturalmente “sensibili” lungo il percorso dell’elettrodotto.
Quand’anche il Consiglio di Stato si esprimesse sfavorevolmente per i ricorrenti, l’opera non sarebbe
“regolarmente” cantierabile nella sua interezza, mancando del tratto in fregio a Villa Sagredo, quantomeno
sino a definizione del ricorso amministrativo.
Sia pure in pendenza del giudizio del CdS, Terna ha recentemente dato avvio alla fase degli espropri e di
asservimento che interessano le aree di intervento.
La via giudiziaria del ricorso per il tratto S.E. Malcontenta e Nuova S.E. Mirano non è stata esperita che
disinteresse dei comuni interessati al passaggio della linea.


VILLA SAGREDO
… di chi vide sotto l’etereo padiglion rotarsi più mondi…
Il lungo filare alto 60 metri dell’elettrodotto Dolo-Camin che attraverserà Vigonovo sull’argine dell’idrovia,
passerà a meno di centro metri da Villa Sagredo.
Un luogo ricco di storia, un monumento che in qualsiasi altro paese sarebbe gelosamente custodito e
consacrato all’arte, alla cultura ed alla scienza.
Fortezza Sarmata nel quinto secolo, castello medioevale, residenza di campagna e “villa” dove Galileo
volle ambientare il suo Dialogo fra il copernicano Salviati e il tolemaico Simplicio, moderato dal nobile
Sagredo.
Il libro che ha segnato la linea di confine tra la vecchia e la nuova scienza.
Un sito che in qualche modo è comunque riuscito a resistere alla violenza del tempo e all’incuria e che oggi,
dopo un faticoso e parziale recupero, più che gli anni teme le ingiurie e l’ignoranza degli uomini.
Il caso Villa Sagredo, sotto questo aspetto, è la conferma di quanto poco questo paese meriti il suo passato,
quello che tutto il mondo invidia e che ancora oggi ci regala non pochi benefici.
Per questo motivo, la violenza che Terna, con la collaborazione della Regione Veneto si appresta a fare a
Villa Sagredo, merita d’essere segnalata all’Europa e al mondo.
Se gli italiani non sono in grado di salvaguardarne l’integrità come luogo simbolo, lo faccia almeno il
mondo.

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