sabato 15 dicembre 2012

Riciclare l’olio della frittura e gli olii esausti per non inquinare

Dove buttate l’olio della padella dopo una frittura? E quello che rimane nei preparati sott’olio o nel tonno dopo aver mangiato tutto? Certo la cosa più semplice sarebbe farli scomparire nel lavandino della cucina o in qualche scarico.. assolutamente vietato!!
L’olio da frittura e gli altri olii esausti non vanno buttati nei lavandini perchè finiscono nelle falde acquifere dove formano una pellicola al di sotto della quale niente può rimanere in vita dato che impedisce gli scambi di ossigeno fra aria e acqua. L’olio “esausto” (arrivato a una temperatura di oltre 200°C) si trasforma chimicamente, diventando un fluido denso e appiccicoso difficile da smaltire.
Solo 1 kg di olio versato su di uno specchio d’acqua forma uno strato di pellicola grande come un campo da calcio, rendendo necessaria una bonifica di alcune centinaia di metri quadri!
E ancora, un litro d’olio vegetale rende non potabile un milione di litri d’acqua, quantità sufficiente per il consumo di acqua di una persona per 14 anni; lo fa soltanto se arriva direttamente in falda, senza passare da alcun depuratore, come segnala per esempio questa società specializzata nello smaltimento di rifiuti. E’ però vero che l’olio va smaltito senza versarlo nel lavandino: intasa infatti le tubature e causa problemi anche ai depuratori più sofisticati.

Ecco come riciclare questi olii vegetali in casa nostra:
- aspettare che si raffreddi e collocare l’olio usato in bottiglie di plastica (ne basta una per diverso tempo), chiuderla e riciclarlo. Prima di lavare pentole e padelle unte, strofinatele con un tovagliolo di carta che poi butterete nel rifiuto umido.
- portare l’olio alle isole ecologiche e/o dove presenti negli appositi bidoni RUP. Telefonate alla vostra azienda di raccolta rifiuti per sapere dove si trovano nella vostra città. Chiamate il numero verde 800 863 048 o visitate il sito del Consorzio Obbligatorio degli Olii Usati COOU per conoscere il più vicino centro di raccolta olii usati (nel padovano si trova a Due Carrare).
- in caso di difficoltà a trovare centri di raccolta mettetevi d’accordo con qualche ristorante della vostra zona che obbligatoriamente deve avere il bidone di raccolta olii usati e portategli anche il vostro olio.
Se sarete volenterosi tanto da conferire il vostro olio usato ad un centro di recupero olii esausti salverete un bel pezzo del nostro pianeta ed esso diventerà biodiesel o combustibile!
Sappiate che si ottengono altri svariati prodotti, tra cui miscele da motore, asfalto, colle. Un rifiuto che è anche una risorsa non va certo sprecato.
In casa invece possiamo anche ottenere del sapone dai nostri olii esausti.
Ed ora, se volete, potete scoprire l’ambizioso e lodevole progetto del comune di Rovigo. Consiste nella creazione di un ciclo chiuso che, a partire dalla raccolta degli oli alimentari esausti (sia dalle utenze domestiche che da quelle professionali) ed attraverso un processo di trattamento, ne consenta il riutilizzo, sotto forma di biodiesel, sui mezzi di ASM Rovigo SpA. L’iniziativa nasce come un progetto integrato di mobilità sostenibile e di corretta gestione dei rifiuti.
Anche Milena Gabanelli di Report ha parlato di questo argomento e dell’esempio di Rovigo, ecco il servizio.


 Riciclare l’olio della frittura e gli olii esausti per non inquinare

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