giovedì 8 novembre 2012

Acqua, ritorno alle fontanelle






Un anno dopo il referendum: eccellenze e ritardi. In Veneto se ne spreca ancora troppa, ma alle nuove «casette» si fa la fila. E per l’Anci ora diventano una priorità

Sono scesi in piazza in tanti per difenderla. E ancora lo fanno, attraverso iniziative contro gli sprechi, convegni, messaggi e campagne in Internet. Sino ad arrivare a battersi per il ritorno alla pubblica fontana comunale: una battaglia che sembra riuscire ad arruolare tra le sue fila uno dietro l’altro molti Comuni del Veneto. Che si tratti di casette dell’acqua a pagamento (comunque economico), o della classica fontanella «del sindaco» totalmente gratis, la tendenza sembra proprio quella: addio all’acquisto di bottiglie, porte aperte all’acqua di tutti. Basta poi girare nel web e si scopre come i comitati nati a difesa dell’acqua «di tutti e per tutti» siano tantissimi. Spontanei. Trasversali. Come dimostrato dal referendum di appena un anno fa che ha sancito come l’acqua debba essere pubblica. «Sta cambiando il modo di pensare delle persone, c’è una maggiore partecipazione anche attraverso i comitati - spiega Andrea Ragona di Legambiente Veneto -. A volte queste associazioni sono più avanti degli stessi amministratori e hanno maggiore sensibilità. Perché in Italia lo spreco di acqua potabile è ancora tra i più alti in Europa».
ART. Corriere Del Veneto

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