lunedì 26 novembre 2012

PETIZIONE NO TERNA AEREO


TERNA INIZIA I LAVORI!

" il Sindaco  ha confermato di avere ricevuto la comunicazione dell'imminente inizio dei lavori da parte di Terna; dopo una rapida consultazione con i Comuni interessati l'Avv. Ceruti è stato invitato a procedere con la predisposizione e le notifiche delle domande di sospensiva nei due appelli al Cons. Stato. "
PETIZIONE:sito Saonara
per sensibilizzare i cittadini di Saonara è stata organizzata la:

PETIZIONE POPOLARE DI APPOGGIO ALLA RICHIESTA DI INTERRAMENTO DELL'ELETTRODOTTO DA 380 KV DOLO-CAMIN
Pubblicata il 25/10/2012

Presso l'ufficio Protocollo del Comune di Saonara è stato depositato un modulo per la raccolta di firme dei cittadini di Saonara che intendono sostenere la mozione deliberata dal Consiglio Comunale in data 28 settembre 2012, relativa alla richiesta di sostegno alle autorità, a difesa della richiesta di interramento del costruendo elettrodotto da 380 KV Dolo-Ve / Camin-Pd.

Speriamo TUTTI di ottenere l'interramento di questo elettrodotto aereo che deturperà il nostro territorio sia per la parte paesaggistica  (nella speranza venga ripresa in considerazione l'idrovia) che ovviamente sotto il profilo della nostra salute!
La raccolta firme è una nobile iniziativa per dimostrare a Terna come quest'opera segni il territorio che però dal punto di vista legale, purtroppo, non ha nessun valore.


domenica 25 novembre 2012

TERNA INIZIA I LAVORI

INFORMAZIONE DA CAT,
condivisa da tutti gli attivisti e i cittadini contrari all'elettrodotto aereo:


ELETTRODOTTO DOLO-CAMIN:TERNA INIZIA I LAVORI
Malgrado il Consiglio di Stato non si sia ancora pronunciato sui due appelli presentati da Cat e dai Comuni  e al TAR del Lazio sia ancora pendente un altro ricorso di un privato, la società elettrica inizierà i lavori della nuova linea elettrica il prossimo 10 dicembre. 
Con questa decisione Terna dà l'ennesima prova della protervia con cui generalmente agisce, non tenendo nel dovuto rispetto gli organi della giustizia amministrativa che si devono ancora pronunciare sulla fattibilità dell'infrastruttura in modalità aerea.
Ma tant'è. Terna continua nella sua azione non tenendo nella minima considerazione le legittime aspettative degli abitanti che si battono per l'interramento  della linea, in quanto credono che la vivibilità  e la salvaguardia dell'ambiente in cui vivono sia un bene che non ha prezzo.
La società elettrica romana, invece, privilegia sempre il profitto che va ad ingrassare i suoi già  pingui azionisti  (per il 70% privati) come dimostrano i risultati economici della società stessa: utile lordo del 2011 pari a 1,2 miliardi su un fatturato di 1,63 miliardi con un trend in continua crescita! Infatti l'utile lordo del primo semestre è in aumento del 10,3% sul 2011!
Questo perché di fatto Terna ha il monopolio e il suo mestiere è più sicuro di una licenza per stampare denaro: chi vuole spostare elettricità da un capo all'altro dell'Italia deve pagare il pedaggio a Terna. Quindi rischio di mercato zero, non c'è concorrenza, non ci sono alternative.
Da notare, infine, che il 35% circa del capitale di Terna è in mano a fondi esteri, per cui i soldi che Terna incassa dal cittadino italiano tramite le bollette finiranno, sotto forma di lauti dividendi, a soggetti istituzionali esteri che li reinvestiranno altrove.
Vogliamo infine ricordare che, nella sua azione, Terna è supportata oltre che dai Ministeri romani anche dalla Regione Veneto che si è costituita in giudizio al suo fianco, confermando ancora una volta quale sia la considerazione in cui tiene i veneti.
Concludiamo confermando che nei prossimi giorni CAT  darà mandato ai suoi legali affinché  venga chiesto agli organi di giustizia amministrativa la sospensione dei lavori.
CAT 
Adone Doni
Giorgio Martellato 

lunedì 19 novembre 2012

SENTENZA LIBERA L' ACQUA NEL BELLUNESE

Cassazione: una nuova sentenza libera l’acqua bellunese

Ci ha pensato ancora una volta la Corte Suprema di Cassazione a mettere la parola fine all’ennesimo tentativo di mercificare l’acqua.
Il bacino della Piave è uno dei più artificializzati d’Europa. La Regione Veneto sta per dare il via libera a 176 (ad oggi) nuove concessioni per impianti idroelettrici su fiumi e torrenti bellunesi, mettendo a repentaglio l’ecosistema delle Dolomiti, patrimonio dell’umanità.
È un’aggressione che non conosce limiti; i nuovi squali d’acqua dolce, approfittando di una deregolamentazione nazionale e regionale irresponsabile se non connivente, si aggirano tra le valli e pianificano impianti e derivazioni ad ogni salto d’acqua. Tubi, opere di presa, piste di accesso, condotte forzate, colate di cemento negli alvei dei torrenti che a poco a poco diventano rigagnoli.
Produrre energia idroelettrica oggi, con gli attuali incentivi è un affare, un affare per pochi spesso a danno di un patrimonio paesaggistico e naturalistico unico e irripetibile.
Nel 2008 gli squali allungano il naso e nella Valle del Mis, un paradiso incastonato tra i monti del Sole nel Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi dove scorre il fiume. Il Parco, in aperto contrasto con la legge sui parchi e il proprio regolamento, e contro ogni buonsenso, dà parere favorevole all’opera.
La Regione, un anno dopo, recepisce il nulla osta del Parco, il parere favorevole degli altri enti interessati (Comuni e Provincia), della Commissione VIA Regionale (Valutazione Incidenza Ambientale) e rilascia l’autorizzazione in barba alle proteste di centinaia di liberi cittadini del Comitato Acqua Bene Comune Bellunese, degli Amici del Parco del Wwf e del Cai che in mille occasioni hanno ribadito la palese illegittimità di quest’opera e  che decidono di ricorrere al Tribunale Superiore delle Acque.
Nel 2011 la sentenza del Tribunale Superiore delle Acque dichiara la centrale legittima. Una sentenza che lascia tutti sbigottiti; vi si afferma che l’opera è correlabile ai ‘fini istituzionali’ del Parco in relazione alla presunta elettrificazione della valle del Mis, cosa palesemente non vera, e addirittura si arriva ad affermare che  si tratta di  un intervento assimilabile a un’attività di tipo “tradizionale”, in quanto l’idroelettrico è fortemente presente dal dopoguerra nella nostra Provincia.
Così, all’inizio del 2012 la E.Va Energie Valsabbia Spa, società presieduta dall’ambientalista nuclearista, Chicco Testa, promotrice del progetto, inizia i lavori. Il Wwf e i comitati, superato lo sgomento, presentano ricorso in Cassazione e sostenuti da centinaia di cittadini organizzano una lunga serie di mobilitazioni che culminano, nel luglio di quest’anno, con un corteo di  migliaia di persone in valle del Mis che occupano il cantiere e piantano simbolicamente alberi tra le ruspe.
Nella storia comincia a guardarci dentro anche Giuliano Marrucci di Report che, nel servizio andato in onda, dà voce ai comitati e mette in evidenza l’inadeguatezza e la superficialità colpevole delle Istituzioni.
Il 9 novembre la Corte Suprema di Cassazione, (sentenza n. 19389) accoglie completamente il nostro ricorso e mette la parola fine al progetto con una sentenza limpida, definitiva e inappellabile.
Un provvedimento che evidenzia le responsabilità di chi doveva controllare e non ha controllato, di chi doveva tutelare e non ha tutelato, di chi doveva difendere la dignità dei luoghi e di quelle comunità e non lo ha fatto. Un monito ai politici attendisti rimasti al balcone mentre tanti cittadini liberi, con generosità e coraggio, senza farsi intimorire da richieste di  danni milionarie, hanno fatto la cosa giusta.
Grazie  a tutti coloro che sono usciti dalle proprie case per difendere la casa comune.
PS. Ieri ci siamo ritrovati in valle del Mis, le ruspe erano già state caricate sui camion e portate via, la valle ancora sanguinava ferita dalle piaghe dei cantieri, ma il fiume scorreva fiero e imponente e il rumore gioioso dell’acqua raccontava più di mille parole.

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I predoni dell’acqua

Cantiere Val del Mis
Cantiere Val del Mis
Gli ultimi corsi d’acqua naturali delle Alpi, ormai meno del 10%, vanno considerati reliquie e tutelati per il loro valore  ambientale e paesaggistico. Su questi fiumi si sta abbattendo la speculazione di gruppi “imprenditori” che, sfruttando gli incentivi sulle rinnovabili,  contano di costruire decine di centraline idroelettriche tra le Dolomiti “Patrimonio dell’Umanità” che, se autorizzate, porteranno alla morte biologica molti torrenti della Provincia di Belluno.

Sono oramai 125 le domande di derivazione idrica a scopo idroelettrico presentate in provincia di Belluno, che interessano ben 70 corsi d’acqua e che si aggiungono alle 250 concessioni già presenti.
Stiamo parlando  della distruzione degli ultimi corsi d’acqua naturali, delle ultime acque libere, di torrenti selvaggi di una bellezza che commuove, del regno misterioso delle mitiche anguane e della storia di questa terra, della memoria,  della cultura,  delle relazioni  degli uomini con questo liquido misterioso e della sua complessa interazione  con la vita  che non si può omologare in nome dello sviluppo ad ogni costo.
La Regione Veneto non sembra interessata ad opporsi e molti comuni strangolati dai tagli stanno cedendo  al ricatto dei potenti in cambio di qualche euro.  In assenza di un piano energetico regionale, di regole certe sul deflusso minimo vitale e di un serio monitoraggio sugli effetti irreversibili e cumulativi di questa devastazione,  orde di predoni dell’acqua stanno succhiando avidi dalle vene delle montagne.
È ORA DI DIRE BASTA!
Domani, domenica 22 luglio cerchiamo di essere in tanti alla marcia contro la centrale della  Valle del Mis  per dire BASTA allo sfruttamento dei fiumi. Il Comune di Ponte nelle Alpi ci sarà.

I predoni dell’acqua

sabato 17 novembre 2012

Sgancia una Bomba. Scrivi una e-mail

Una mail ciascuno. Esortiamo i commissari regionali della settima commissione ad approvare il testo della legge di iniziativa popolare sui rifiuti.
Unitamente alle associazioni e ai comitati favorevoli a scelte alternative all'incenerimento, invitiamo tutti i cittadini, liberamente, ad inviare, presso l'indirizzario in allegato, una mail. Questa comunicazione chiede alla settima commissione regionale, di approvare la legge di iniziativa popolare sul tema dei rifiuti. Questa proposta, eviterebbe gli inceneritori e segnerebbe una svolta storica virtuosa e sostenibile se approvata in consiglio. Utilizziamo ogni mezzo, scriviamo ai commissari.

Date il vostro contributo! Basta mettere in copia i seguenti indirizzi:
nicolaignazio.finco@consiglioveneto.it, stefano.fracasso@consiglioveneto.it, giancarlo.conta@consiglioveneto.it, graziano.azzalin@consiglioveneto.it, santino.bozza@consiglioveneto.it, vittorino.cenci@consiglioveneto.it, puppatol@consiglioveneto.it, moreno.teso@consiglioveneto.it, piero.ruzzante@consiglioveneto.it, piergiorgio.cortelazzo@consiglioveneto.it, dario.bond@consiglioveneto.it, bruno.cappon@consiglioveneto.it, maurizio.conte@consiglioveneto.it

E mandare una mail con il seguente testo:

Gentile consigliere,

il giorno 22 novembre 2012 la Settima Commissione consiliare della Regione Veneto, di cui Lei fa parte, prenderà in esame il progetto di legge n° 255 sulla revisione del piano regionale dei rifiuti solidi urbani presentato da cinque comuni della provincia di Verona (San Giovanni Lupatoto, San Martino Buon Albergo, Zevio, Buttapietra e Castel d’Azzano).

Con la presente il sottoscritto sollecita la settima Commissione consiliare ad approvare il progetto di legge di cui sopra per i seguenti motivi:

- dato il persistente calo della produzione dei rifiuti e il costante aumento della raccolta differenziata, il nuovo inceneritore in progetto per Ca’del Bue sarebbe una follia economica e non rappresenterebbe una necessità del territorio veneto dove peraltro gli inceneritori attuali sono già abbondantemente sotto utilizzati;
- la qualità dell’aria, già pesantemente compromessa, riceverebbe un ulteriore colpo mortale dalle attività di combustione dell’inceneritore, come ampiamente provato dalla comunità scientifica e confermato anche dalla relazione dell’Istituto Superiore di Sanità, che il Comune di Verona ha scelto come consulente. Inoltre si osservi che, anche in presenza di studi/valutazione di impatti ambientali (S.I.A. e
V.I.A.) e autorizzazioni integrate ambientali (A.I.A.), questi e altri impianti risultano gravemente lesivi della salute pubblica e dell’ambiente (Ilva, Melfi, Pietrasanta, etc.);
- è necessario reimpostare un nuovo piano regionale dei rifiuti abbandonando un metodo obsoleto e antieconomico come quello dell’incenerimento e, in linea con le direttive europee, rivolgersi a un sistema economicamente e ecologicamente sostenibile che salvaguardi il nostro ambiente e che ponga il Veneto davanti alle regioni europee più all’avanguardia.


Fiducioso che le argomentazioni espresse siano tenute nella giusta considerazione nel valutare il progetto di legge in discussione,
cordialmente saluto

Ecco il link per leggere il testo della legge.

http://www.consiglioveneto.it/crvportal/pageContainer.jsp?n=37&p=37&c=11&t=0&e=151&key=1545291

sabato 10 novembre 2012

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO

PORCI SENZA ALI
beppegrillo



Intervento di. Elio Lannutti, senatore indipendente Italia dei Valori
"Ciao a tutti gli amici del Blog di Beppe Grillo e faccio un grande in bocca al lupo, io ritengo e penso che la forza del cambiamento sarà più forte delle resistenze di palazzo.
Io sono Elio Lannutti, Presidente dalla Adusbef. Beppe Grillo ha fatto la prefazione a un mio libro: “La Repubblica della Banche”, ho partecipato al primo V Day, quello sul Parlamento pulito nella raccolta delle firme per raccogliere 350.000 mila firme che poi sono rimaste lettera morta. Beppe Grillo è venuto anche in Commissione Affari Costituzionali a presentare un sollecito a quella legge, ma non c’è stato nulla da fare. Sono senatore indipendente dell’Italia dei Valori e soprattutto ho partecipato, con Beppe Grillo a tantissime assemblee degli azionisti, dalla a Torino alla Telecom, a molte assemblee degli azionisti dove c’era anche l’azione di responsabilità verso il tronchetto dell’infelicità, come lo aveva ribattezzato Beppe Grillo, che era Marco Tronchetti Provera.
Questi fanno le cose contro Beppe Grillo, tra l’altro anche questo aumento al 42,5% è in funzione anti Grillo, uno non può fare una legge Anti Grillo! Uno fa la legge nell’interesse della governabilità, del Paese, non anti Grillo.
La paura che io ho colto (poi nei resoconti le cose scomode vengono tolte), ho sentito con le mie orecchie, ero presente. Io non faccio parte della Commissione Affari Costituzionali, però ogni senatore può andare in tutte le commissioni, sono andato a ascoltare, e ci sono senatori che hanno detto una volta: Noi pensavamo di aumentare dal 4% al 5% la soglia per accedere al Parlamento, quando abbiamo iniziato questa legge per, diciamo, fare uno sbarramento anti Grillo”, questo testualmente. “Attualmente invece poiché l’area di voto di Grillo è intorno al 30% ci dobbiamo attrezzare per evitare quanto più possibile che Grillo possa andare al governo”, perché se dovesse restare questa legge elettorale il MoVimento 5 Stelle diventa il primo partito, con il premio di maggioranza va al governo del Paese! Quindi questa è la situazione.
Più volte in aula ho affermato che i Movimento 5 Stelle non rappresenta l’antipolitica, ma il bisogno di milioni di cittadini di liberare l’Italia da cricche, da faccendieri, da un ciarpame di lestofanti e affaristi, combriccole che hanno occupato le istituzioni e hanno prodotto uno dei più grandi debiti pubblici del mondo, quasi duemila miliardi di debito pubblico. Questa politica che ha portato il Paese sull’orlo del precipizio e della bancarotta, al punto da avere avuto bisogno di un commissario, di un tecnocrate, che risponde al nome di Monti, un commissario scelto dalle tecnocrazie, da Goldman Sachs, nel gruppo Bildeberg, per commissariare l’Italia e cedere quella residua sovranità. Voglio ricordare che la sovranità in Italia, lo prevede la Costituzione, appartiene al popolo, invece noi la cediamo ai tecnocrati, agli oligarchi, ai cleptocrati europei e i cittadini restano in balia di se stessi, i giovani non trovano lavoro, abbiamo una disoccupazione che è la più elevata, soprattutto a livello giovanile, abbiamo un Paese allo sbando e come si può fare per rimediare? Solo al basso, solo dai cittadini che si organizzano, perché la gente non crede più ai ladri, ai mariuoli, ai faccendieri.
Quello che è accaduto ieri è grave. Questa paura, questo terrore sacro per gente pulita, che vuole sostituire gli indagati, i condannati, i trafficanti da parte di chi viene qui semplicemente non per essere al servizio dei cittadini, ma di qualche cricca e combriccola, amicale. Mi auguro che il popolo saprà valutare anche quello che il Palazzo sta facendo. L’Italia dei Valori si è opposta, e anche il Partito Democratico non era d’accordo su questo sbarramento al 42 e mezzo per cento. C’è una ricostruzione molto interessante che ha fatto Repubblica e che chiama in causa anche il Presidente della Repubblica, fa insinuazioni, io però queste cose non sono in grado di confermarle. Probabilmente non era d’accordo (il PD) perché aveva fatto degli accordi in precedenza con Casini e con il Popolo della Libertà e questo accordo non è stato mantenuto, perché è rientrata in gioco la Lega e hanno la maggioranza in commissione, con l’UDC , e quindi si sono approvati un “porcellinum”: il 42,5 %, ma chi ci arriva per avere il premio? Oggi nell’attuale “porcellum” se una coalizione prende il trenta per cento, e potrebbe essere anche il MoVimento di Beppe Grillo, con la attuale legge, prende il premio di maggioranza e governa il Paese! Con questa riforma invece bisogna arrivare al 42,5 % per il premio di maggioranza e adesso stanno discutendo se dare un piccolo premio dal 7 al 10% al primo partito. Questa è la situazione.
Si sono compattati, è rinata la maggioranza del porcellum, ossia UDC di Casini, che qui il capogruppo è D’Alia, Lega Nord rappresentata da Calderoli, autore della prima porcata e allora c’era Forza Italia e adesso è Popolo della Libertà, con l’aggiunta di Api, Rutelli, che ha proprio affermato, anche alla stampa, che bisogna fermare Beppe Grillo.
C’è un clima di paura, terrore verso liste pulite, verso un Parlamento pulito! Verso la possibilità che come dice Beppe Grillo: "Ci vediamo in Parlamento, sarà un piacere !" non è solo un auspicio, ma sarà la realtà, quando si voterà a aprile. Io lo dico spesso ai miei colleghi, Beppe Grillo esoderà, per utilizzare il linguaggio della Fornero, l’80% dell’attuale Parlamento.
Non è vero come dice Cesa, abbiamo messo una soglia alta perché la stessa Corte Costituzionale sta lavorando sul premio di maggioranza del Porcellum e non si può prendere un bonus del 25%. “Un tetto va messo, è necessario”, dice Cesa.
A me non risulta che la Corte Costituzionale abbia messo alcuna soglia. Monti sprona i partiti all’intesa, dice Non costringetemi a intervenire, perché potrebbe essere tecnicamente possibile una nostra iniziativa, ma politicamente non è auspicabile. Qui o si vuole eliminare i nominati in Parlamento, quindi il porcellum, o fare una riforma a uso e consumo dell’attuale potere politico, dell’attuale casta politica. Io non so se Monti vorrà intervenire, ma in quel caso non dovrebbe farlo per ricostituire quella alleanza che c’era e che ha fatto il porcellum, ma invece per offrire anche alle nuove forze che non sono mai state presenti in Parlamento stesse possibilità e opportunità".

PUNTI DI VISTA SULLA LEGGE ELETTORALE


.beppegrillo



Sen. Carlo Vizzini, Presidente Commissione Affari Costituzionali:


"Sono il Presidente della Commissione Affari Costituzionali, la Commissione che sta seguendo la legge elettorale. Sono anche, voglio ricordarlo, il Presidente di Commissione che ha ospitato Beppe Grillo in audizione sulla legge di iniziativa popolare che era stata presentata con 350 mila firme, ritenendo che allora fosse giusto ascoltare la voce di chi aveva raccolto il consenso di tanta gente per presentare una legge popolare. 

Adesso stiamo discutendo la legge elettorale e il mio pensiero è che una legge elettorale debba essere fatta per migliorare il rapporto tra elettori e eletti e non per danneggiare o favore qualcuno, per avere un risultato trasparente, che rispecchia la volontà popolare. Questa è la vera democrazia che va difesa nel nostro Paese, perché da Presidente della Commissione ritengo che qualunque discorso che nasca dall’idea che se si fa una certa cosa potrebbe favorire l'ascesa del MoVimento 5 Stelle, è un ragionamento politicamente sbagliato. Perché le leggi elettorali non si fanno il funzione di chi bisogna favorire o sfavorire, ma semplicemente per ripristinare un rapporto corretto tra gli elettori e gli eletti, questo è l’unico principio a cui dobbiamo ispirarci. 

Quando qualcuno dice: “Attenzione al premio, perché se poi lo prende Grillo…” vuol dire che se noi abbiamo fatto un premio, la lista di Grillo arriva alla soglia per avere quel premio. Democraticamente se lo prendono loro, quindi non possiamo costruire una legge elettorale in danno di qualcuno o per favorire qualcuno d’altro. Quando sento dire: “Attenzione che la soglia a questo punto la potrebbe superare anche Grillo”, mi disturba dal punto di vista della mia formazione culturale, nel senso che, non è che Grillo se la prende perché fa la marcia su Roma, ma perché si prende i voti degli elettori! 
Riguardo a ciò che sta succedendo qui, altro che Terza Repubblica! Stanno rimettendo i collegi della prima Repubblica. Il proporzionale è un premio che non può prendere nessuno, sostanzialmente perché in questo momento non c’è né partito né coalizione che arrivi al 42,5 %. Tre voti di preferenza, una parte di liste bloccate, che sarà più alta di quello che è scritto nella legge, per motivi tecnici, che approfondendo si vedono subito. Per cui gli eletti della parte porcellinica saranno più di quelli che sono scritti nella legge, e se questa è la Terza Repubblica oggettivamente meglio mettere Andreotti Presidente del Consiglio e ripartire dalla Prima!"

venerdì 9 novembre 2012

CROTTI SCRIVE A MONTI


 VI INFORMIAMO CHE:

 

Una lettera è stata mandata nei giorni scorsi dall’Associazione “Salvaguardia Idraulica del territorio padovano e veneziano” al Presidente del Consiglio prof. M. Monti. Volevamo ricordargli che l’idrovia incompiuta tra Padova e l’Adriatico è inserita nella lista di canali fluviali, definita da un Trattato Internazionale sui corsi d’acqua interni, siglato a Ginevra nel giugno 1999.
Un importante studio legale, che opera in prevalenza all’estero, ha compilato il testo che è stato mandato per conoscenza anche ad altri Ministri, come pure ad alte Autorità del’Unione Europea.
Contiamo sulla particolare attenzione con la quale il prof. Monti difende all’estero la sua immagine di lealtà e correttezza.

Proprio per il coinvolgimento internazionale dello Stato, a lui abbiamo chiesto di convocare una Conferenza Servizi tra le amministrazioni locali interessate all’idrovia e alla riduzione del rischio idraulico. Lo studio di fattibilità sul quel canale che l’ing. Rinaldo dovrebbe aver consegnato in Regione a fine settembre, costituirebbe la base di discussione.

Una favorevole congiuntura ha reso particolarmente tempestiva ed opportuna la lettera a Monti, ora che si parla di città metropolitana Padova-Venezia e di Terminal off shore. Riteniamo che indipendentemente dall’esito della nuova forma amministrativa, una idrovia oppure una camionabile saranno comunque costruite, realizzando di fatto un importante collegamento tra i due centri urbani. (NB solo una delle due è possibile. Non c’è spazio per entrambe , sul terreno a suo tempo espropriato)

Quella Conferenza Servizi (di tipo istruttorio) meriterebbe di essere sollecitata anche dall’Assemblea Comunale di Padova, dal momento che fu proprio questa a proporre due anni fa alla Giunta Zaia, subito dopo l’alluvione della Bassa, che uno studio fattibilità sull’idrovia navigabile fosse avviato.

I danneggiati di allora commemorano in questi giorni la ricorrenza, ma quasi nulla è cambiato.

A maggior ragione confidiamo in una iniziativa del pres. Monti.

lettera di Crotti a Monti 
 
Carlo Crotti
 
 www.legambientepadova.it

Oggetto: Idrovia Padova-Venezia
                                                                          Signor Presidente del Consiglio e Signori Ministri,
                                                                          per incarico dell’Associazione                         
“SALVAGUARDIA IDRAULICA DEL
TERRITORIO PADOVANO E VENEZIANO” ...............

giovedì 8 novembre 2012

Acqua, ritorno alle fontanelle






Un anno dopo il referendum: eccellenze e ritardi. In Veneto se ne spreca ancora troppa, ma alle nuove «casette» si fa la fila. E per l’Anci ora diventano una priorità

Sono scesi in piazza in tanti per difenderla. E ancora lo fanno, attraverso iniziative contro gli sprechi, convegni, messaggi e campagne in Internet. Sino ad arrivare a battersi per il ritorno alla pubblica fontana comunale: una battaglia che sembra riuscire ad arruolare tra le sue fila uno dietro l’altro molti Comuni del Veneto. Che si tratti di casette dell’acqua a pagamento (comunque economico), o della classica fontanella «del sindaco» totalmente gratis, la tendenza sembra proprio quella: addio all’acquisto di bottiglie, porte aperte all’acqua di tutti. Basta poi girare nel web e si scopre come i comitati nati a difesa dell’acqua «di tutti e per tutti» siano tantissimi. Spontanei. Trasversali. Come dimostrato dal referendum di appena un anno fa che ha sancito come l’acqua debba essere pubblica. «Sta cambiando il modo di pensare delle persone, c’è una maggiore partecipazione anche attraverso i comitati - spiega Andrea Ragona di Legambiente Veneto -. A volte queste associazioni sono più avanti degli stessi amministratori e hanno maggiore sensibilità. Perché in Italia lo spreco di acqua potabile è ancora tra i più alti in Europa».
ART. Corriere Del Veneto

lunedì 5 novembre 2012

CARTURA 5 STELLE CI INFORMA

Notizie da Cartura


FACCIAMO IL PUNTO!DAL CONSIGLIO SCORSO !

Per chi non ha seguito i lavori del Consiglio Comunale della scorsa settimana, a parte le polemiche e gli sfottò di rito per ogni cosa che il Movimento 5 Stelle chiede di discutere in Consiglio Comunale con lo strumento della “Mozione”, ci preme informare i cittadini sulla questione da noi posta al punto 6) cioè una discussione sulla costituenda IDROVIA Padova-mare;
Era nostra intenzione far esprimere il Consiglio comunale al fine di invitare il Sindaco a chiedere al presidente Zaia la convocazione della conferenza dei servizi (istruttoria), per discutere i termini tecnici della costruenda. Ci spieghiamo meglio, la Regione Veneto sta portando avanti il progetto originario dell’idrovia. Bene, direte voi, ma non tutti sanno che lo stanno facendo aggiornando il progetto originario con la seguente modifica: predisporre una strada a pedaggio denominata “camionabile” che corre a ridosso del corso del canale utilizzando una parte del suo spazio.
E’ noto a tutti, tranne che a loro che l’esproprio dei terreni è già stato effettuato per una precisa finalità e cioè la costruzione dell’idrovia, e che per la legge italiana i terreni espropriati per una finalità non possono essere utilizzati per la costruzione di un opera diversa dall’originale.
Vogliamo portare la vostra attenzione sul fatto che se si realizzerà l’idrovia con a fianco la camionabile, il corso del canale non avrà le dimensioni necessarie per raccogliere la quantità d’acqua prevista in caso di eventi atmosferici eccezionali (vedi alluvione 2010) e quindi la sua funzione di scolmatore sarebbe inficiata.
Al di là della discussione tecnica di quanti metri cubi bisognerebbe deviare sull’idrovia, se la Regione completerà il progetto includendo la camionabile, il tanto sperato beneficio dell’idrovia non avrà piena efficacia per le campagne a sud di Voltabarozzo, che non saranno messe in sicurezza dal rischio idraulico.
Riassumendo, l’idrovia SENZA CAMIONABILE, come noi del Movimento 5 Stelle ci auspichiamo, sarebbe una soluzione a portata di mano, la meno costosa fino ad ora illustrataci, la più veloce da concludere con una miglioria sostanziale per il polo dell’interporto di Padova come polo attrattivo commerciale e quindi propulsore per la creazione di nuovi posti di lavoro.
In conclusione la nostra Amministrazione in Consiglio Comunale ha scartato la nostra proposta (già invece approvata nei Consigli Comunali di Veggiano, Saonara, Bovolenta, Vigonovo, Fossò, Abano T., Ponte S. Nicolo, Dolo e Camponogara, tale e quale alla nostra presentata) e ne ha proposto una sua che risulterebbe essere uguale alla scelta della Regione Veneto.
Ai Cittadini l’ardua sentenza!.
                                                                                           Paolo Campanaro.

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Io sottoscritto Vetri Francesco, Consigliere di minoranza del Movimento 5 stelle in Consiglio Comunale, ho deciso di donare la somma dei mieigettoni presenza per l’anno 2011 al Comune di Cartura imputandola al capitolo CONTRIBUTO PER ASSISTENZA ECONOMICA PERSONE INDIGENTI delBilancio ComunaleNell’ultimo consiglio comunale ho inoltre invitato i consiglieri Salmistraro e Zanetti a fare lo stesso come da loro dichiarato nel consiglio comunale del 24 Maggio u.s-

                                                               Francesco Vetri

Avviso di Consiglio Comunale martedì 9 Ottobre 2012
In seduta straordinaria d’urgenza
ore 19,30

con il seguente ordine del giorno:

1)

Legge 7 agosto 2012, n.135. Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 6 luglio 2012, n 95 recante disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con invarianza dei servizi ai cittadini. Art. 17 Riordino delle provincie e loro funzioni. Determinazioni.;

2)

Mozione Consiliare presentata dal Movimento 5 Stelle: “Atto di indirizzo inserimento di tutti i Regolamenti e Convenzioni Comunali vigenti, all’interno del sito internet comunale”.

Il Gruppo Consigliare del Movimento 5 Stelle di Cartura invita tutti i Cittadini a partecipare ai lavori della riunione.

Visita la nostra pagina FacebookGruppo Consiliare - MoVimento 5 Stelle - Cartura
Contatta il nostro consigliere Vetri F. al347-6318835
                                                     Volantino autofinanziato

giovedì 1 novembre 2012

LETTERA A ZANONATO

IL NOSTRO FABIO,ATTIVISTA 5 STELLE,HA SCRITTO AL SINDACO ZANONATO:

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                                                                                  Al Sindaco del comune di Padova
                                                                                                              Flavio Zanonato

                                                           e p.c.               al vicesindaco del comune di Padova
                                                                                                                      Ivo Rossi
                                                                                  all’assessore con delega alle infrastrutture
                                                                                                          Luisa Boldrin
all’assessore con delega alle attività produttive
Marta Dalla Vecchia
all’assessore con delega all’ambiente
Alessandro Zan
all’assessore con delega alle acque fluviali
Andrea Micalizzi

Villatora di Saonara il 18.10.2012
                                              

Egr. Sig. Sindaco Zanonato,
mi chiamo Fabio Nicoletto e sono un cittadino del comune di Saonara. Le scrivo in merito al progetto al vaglio della Regione di costruzione di una strada detta ‘camionabile’ sul sedime della incompiuta idrovia Padova Mare.
Tale opera, inclusa nel progetto più articolato del GRA di Padova, come recentemente affermato proprio qui a Saonara dal Vicesindaco Ivo Rossi, non ha una valenza strategica per il suo Comune e sembra essere più che altro un’imposizione della Regione.
Come Lei saprà tale opera palesa evidenti sintomi di inutilità: che senso ha costruire una strada che collega le zone industriali di Padova e Venezia quando l’autostrada A4 assolve benissimo a questo scopo? Nel caso di intasamento di tale autostrada non risulterebbe più sensato, meno costoso e meno impattante la costruzione della quarta corsia tra Padova e Venezia? In alternativa non conviene potenziare la strada dei Vivai dotandola della seconda corsia di marcia (che la renderebbe molto più sicura) e prolungandola fino all’intersezione con la statale Romea?
Tale opera oltretutto andrebbe a discapito del completamento dell’idrovia Padova Mare riducendone sensibilmente la sezione e trasformandola di fatto in poco più che un ‘fosso’ ridimensionando di molto l’utilizzo dell’idrovia come scolmatore delle ondate di piena dei fiumi Brenta e Bacchiglione; intervento questo necessario per evitare alluvioni come quella del 2010 o peggio ancora del ‘66.
Come di certo saprà uno studio del prof. D’Alpaos del dipartimento di ingegneria idraulica dell’ Università di Padova prevede, per mettere in sicurezza Padova e gli altri comuni interessati dal sistema Bacchiglione-Brenta, lo scavo di un canale con portata di almeno 400-450 mc/sec. La realizzazione della camionabile ridurrebbe significativamente la portata dell’idrovia vanificandone così l’utilità.
Sono certo che Lei queste cose già le conosce e so anche che le decisioni su questo tipo di opere da realizzare le prende la Regione. Sono convinto però che tutte le amministrazioni locali coinvolte debbano con decisione prendere posizione e invitare con fermezza l’amministrazione Regionale a considerare in primo luogo le reali necessità dei cittadini  tralasciando gli interessi più privatistici.
Il Sindaco di Saonara, come quello di Veggiano, Abano Terme, Ponte San Nicolò, Vigonovo, Bovolenta, Fossò, Dolo e Camponogara hanno provveduto ad inviare al governatore Zaia la richiesta di convocazione di una Conferenza dei servizi di tipo istruttorio sul completamento dell’idrovia, non solo come canale scolmatore ma anche come canale navigabile di classe V compatibile con la portata necessaria alla salvaguardia idraulica di Padova. La richiesta di convocazione ha senso se espressa il più presto possibile, prima dei risultati dello studio di fattibilità che la Regione ha affidato allo studio Ing. Rinaldo. In tale sede tutti i comuni interessati avrebbero la possibilità di esprimere le proprie osservazioni prima che il progetto passi al CIPE.
In conclusione, Sindaco, Le chiedo di esprimersi a riguardo manifestando la propria contrarietà ad un’opera inutile e devastante per il territorio come la Camionabile (in un ottica di cammino verso la realizzazione dell’area metropolitana di Padova questo è, a mio avviso, un suo dovere) e aderendo all’iniziativa di richiesta della conferenza dei servizi al governatore Zaia per favorire la realizzazione dell’idrovia con una portata adeguata; opera fondamentale per la salvaguardia idraulica di Padova e dei comuni limitrofi.
In allegato Le invio il testo della mozione approvata dal Comune di Saonara
In attesa di un suo riscontro positivo La saluto cordialmente,

Fabio Nicoletto
Movimento 5 Stelle Saonara

DUE ANNI FA' L'ALLUVIONE

IN RICORDO DELL'ALLUVIONE DEL NOVEMBRE 2010......,PER NON DIMENTICARE



Foto di F.M. che ci ha gentilmente concesso

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