martedì 24 luglio 2012

INFORMAZIONE IMPORTANTE CHE ARRIVA DAL CAT

 VI GIRIAMO L'INFORMAZIONE che arriva direttamente  dal CAT,
che lotta da molto prima di NOI per il  NO  alla continua cementificazione,e che ora trova nel M5S un valido e concreto sostegno negli ideali   infocat.


SORPRESE ESTIVE DALLA REGIONE VENETO: A COSA SERVE LA CAMIONABILE? ECCO LA SPIEGAZIONE!
 Con il classico blitz estivo la regione veneto da il via al  progetto di " nuovo polo della logistica" a Dogaletto di Mira, mega speculazione di 4 miloni e 600mila metri quadrati ,una piattaforma per la movimentazione dei container a ridosso di una delle zone più belle della Laguna veneziana Come denunciato da tempo da CAT, progetto che ricade esattamente al terminale est della nuova autostrada “Camionabile” , che si rivela così funzionale al suo collegamento diretto con l'interporto di Padova. Ma l'assessore Chisso & C. trovano subito un'ostacolo : il  nuovo consiglio comunale di Mira accoglie le istanze dei comitati pronunciando un NO unanime al progetto. Assieme alle le calure estive, ecco ricomparire puntuali i blitz estivi dei nostri geniali amministratori regionali , con l'ennesima grande opera che , approfittando della bella stagione, di soppiatto prende forma. Non bastava infatti la recente sentenza del TAR favorevole all'elettrodotto aereo lungo il tracciato dell'idrovia,  che ecco ricomparire anche l'incubo della cosiddetta "Camionabile". In realtà nessuno l'ha ancora nominata , ma il disegno complessivo di devastazione del territorio , il cosiddetto “Terzo Veneto“ ideato da Galan e soci del cemento con l' accordo politico trasversale che da anni denunciamo, appare ormai sempre più chiaro. E' di queste settimane infatti la riesumazione di un progetto, ai più ancora sconosciuto soprattutto nel padovano, relativo al mega “polo logistico” di Dogaletto di Mira, una gigantesca speculazione di 4 milioni e 600 mila metri quadrati destinata allo stoccaggio e movimentazione container ,con vista fronte-laguna a sud di venezia. La regione si è messa in movimento in queste settimane, compiendo un primo passo richiedendo il parere del comune di Mira interessato dall'opera, avviando peraltro una procedura tutt'altro che limpida, la stessa usata per Veneto City  e tuttora oggetto di ricorso al TAR . Un primo passaggio che però riceve il NO unanime del nuovo consiglio comunale di Mira il quale richiede inoltre venga effettuata la VAS (valutazione ambientale strategica),  procedura che di fatto complica molto l'approvazione del progetto . Ma a questo punto, tutti coloro che si chiedevano  a cosa servisse questa assurda nuova autostrada lungo l'idrovia, ora hanno una risposta precisa: Interporto di Padova, con relativo amplamento in zona "Casone" e polo logistico di Dogaletto sono posti esattamente alle sue estremità . Opere complementari che si tengono assieme, la cui realizzazione dell'una giustifica l'altra , alle quali va aggiunta la nuova autostrada “Romea Commerciale” Orte-Mestre, anch'essa in dirittura d'arrivo al CIPE. Per favorire quindi una mega-speculazione con relativa rendita fondiaria(i terreni interessati sono stati a suo tempo acquisiti dalla società Alba srl del romagnolo Franco Gandolfi), si aggiungere il danno di un'autostrada che oltre a devastare il territorio ne compromette anche la sicurezza idraulica impedendo di fatto il completamento dell'Idrovia. I comitati di CAT lo ripetono da tempo : stop a cemento e asfalto, basta speculazioni! L'alternativa esiste: completamento dell'Idrovia per la sicurezza idraulica del territorio e collegamento via acqua dell' interporto di Padova con il "porto diffuso" dell'alto Adriatico e, se sarà realizzato, con il terminal "off shore" al largo di Malamocco. CAT che da anni denuncia la pericolosità di questo progetto di polo logistico, sul quale la precedente Giunta mirese era possibilista, considera il voto dell' attuale Consiglio Comunale di Mira un punto acquisito che accoglie finalmente le istanze dei Comitati, punto da tenere ben fermo però rispetto alle prossime mosse della Regione del leghista Zaia e del pidiellino Chisso che risponderà sicuramente in modo autoritario, in armonia trasversale con l’Autorità Portuale di Paolo Costa, che è stato -è bene ricordarlo-il promotore del progetto di Dogaletto presso l’alllora sindaco Carpinetti e la sua amministrazione di centrosinistra. Sarà nostro impegno continuare ad operare affinché anche altri comuni abbiano il coraggio di scelte altrettanto nette contro le devastanti opere che incombono sul nostro territorio.
 CAT adone doni 3400020207
 giorgio martellato 3472460575
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