domenica 15 luglio 2012

Illuminazione: lampade a risparmio energetico e a LED

Illuminazione: lampade a risparmio energetico e a LED

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Il vecchio consiglio di spegnere la luce quando si esce da una stanza è sempre valido. In Italia la quota annua di energia elettrica destinata all’illuminazione rappresenta almeno il 13 % del consumo totale di elettricità nel comparto residenziale e ha un peso tutt’altro che trascurabile sulla bolletta energetica delle famiglie.
Il primo accorgimento per evitare sprechi e contenere i costi, dunque, è quello di usare sempre il massimo buon senso: tenere accese solo le luci realmente necessarie, progettare l’illuminazione in modo sapiente, sfruttare il più possibile la luce naturale e scegliere tappezzerie e rivestimenti adeguati alla diffusione della luminosità.
Utile anche, laddove sia possibile, installare dei sistemi di controllo del flusso luminoso, come sensori di presenza, dimmer per variare l’intensità luminosa, interruttori crepuscolari o temporizzati e regolatori di flusso in grado di “dosare” la luce in base alle condizioni naturali. Questi dispositivi permettono di risparmiare fino al 50% dell’energia elettrica, ma un altro aspetto fondamentale per la riduzione dei consumi è senza dubbio la scelta delle lampadine, che può avere un effetto decisivo sul risparmio energetico.
I dispositivi più energivori sono i “vecchi” bulbi a incandescenza, che, come dice il nome stesso, generano luce sfruttando l’incandescenza di un filo di tungsteno che viene attraversato dalla corrente elettrica. In questo modo, però, una parte dell’energia viene inevitabilmente dispersa sotto forma di calore, rendendo questo tipo di lampadine poco efficienti. Non è un caso che da diversi anni l’Unione europea ha messo al bando le lampade a incandescenza, imponendone la progressiva “sparizione” dagli scaffali dei negozi, e che anche la Cina abbia di recente vietato i bulbi al tungsteno.

Lampadine a risparmio energetico

Molto più efficienti sono le cosiddette lampade fluorescenti o a risparmio energetico, che illuminano grazie a una scarica generata da una differenza di potenziale tra due elettrodi immersi in un gas. Questo tipo di lampadine ha un costo iniziale un po’ più alto rispetto ai tradizionali modelli a incandescenza, ma garantiscono un efficienza nettamente superiore e anche una durata di vita maggiore rispetto alle vecchie lampadine.
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Se un bulbo a incandescenza assicura infatti un funzionamento medio di 1.000 ore e una lampadina alogena non va oltre le 2.000, un modello a fluorescenza può raggiungere senza problemi le 10.000 ore di funzionamento, oltre a garantire, a parità di illuminazione, un consumo energetico inferiore.
Secondo stime recenti dell’assessorato all’Ambiente della Provincia di Bologna, in particolare, la sostituzione di bulbi al tungsteno con lampadine a risparmio energetico in un appartamento standard composto da cucina, salotto, camera da letto, bagno e disimpegno permette di ridurre il consumo annuo di elettricità di circa il 75%.
L’uso delle lampade a fluorescenza, però, richiede un’attenzione particolare in fase di smaltimento dei dispositivi giunti a fine vita. La presenza di mercurio all’interno delle lampadine le rende, una volta che non funzionano più, dei rifiuti potenzialmente pericolosi per l’ambiente e per la salute. Fondamentale, pertanto, non gettarle nel cassonetto insieme alla normale spazzatura, né tantomeno nella raccolta differenziata nel vetro, ma rivolgersi alle isole ecologiche comunali o chiedere informazioni alla municipalizzata della propria città.

Lampadine a LED

Se anche una lampadina a fluorescenza vi sembra troppo energivora, potreste optare per il sistema LED, o Light Emitting Diode, che si basa sull’emissione di fotoni da parte di diodi alimentati da un circuito elettronico. Si tratta di una tecnologia relativamente recente, in grado di assicurare standard di efficienza e durata particolarmente elevati.
Il risparmio rispetto alle tradizionali lampadine alogene arriva anche all’80-90%, mentre la durata può superare le 50.000 ore di utilizzo. A differenza delle lampade a filamento, inoltre, i LED sono particolarmente resistenti e si degradano lentamente, riducendo la propria funzionalità in modo progressivo (in altri termini, non si fulminano).

lampade a LED 

Sebbene sia di nuova generazione, la tecnologia LED sta facendo passi da gigante negli ultimi anni. I progressi più recenti, in particolare, hanno permesso di limitare degli inconvenienti che inizialmente rendevano i diodi poco “confortevoli”, come l’eccesso di componenti bianca o azzurra. Attualmente, infatti, sono in commercio sistemi di illuminazione con diverse temperature del colore, per quanto la luce a LED resti comunque generalmente più fredda di quella degli altri dispositivi.
A differenza delle lampade fluorescenti, i diodi non contengono mercurio, ma il loro smaltimento a fine vita deve seguire comunque degli accorgimenti. Essendo provviste di un sistema elettronico complesso, infatti, i LED non vanno gettati nella spazzatura, ma riconsegnati al negoziante o smaltiti attraverso il sistema comunale di raccolta dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici (RAEE).

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