domenica 8 luglio 2012

CASERTA PARLA DELLA NOSTRA IDROVIA

Interessante trovare un articolo cosí specifico in un giornale di CASERTA! Da leggere:

http://www.caserta24ore.it/25062012/svista-per-lidrovia-pd-ve-nel-nuovo-ptrc-del-veneto/
   (di Giuseppe PACE)
Il futuro dello sviluppo territoriale del Nordest d’Italia è nei piani quinquennali di programmazione regionale. “Il turismo e la cultura servono al futuro el Veneto. La bussola deve essere questa anche nella prospettiva del PTRC”, ha affermato, Marino Zorzato, in veste di Vice Presidente della G. R. e Assessore R. al Territorio, Cultura e Affari Generali, ha introdotto una delle “Sette azioni” -ciascuna per ogni Provincia del territorio della Regione Veneto, esteso 18.391 kmq ed abitato da quasi 5 milioni di residenti- per aggiornare il PTRC (Piano Territoriale di Coordinamento) del Veneto. Il 25 giugno a Padova, Centro conferenze, zona Stanga, piazza Zanellato, 21, si è dibattuto il PTRC con Azione Mobilità e Intermobilità. Sono intervenuti sul tema Paolo Costa, Enrico Marchi, Marino Zorzato, Renato Ghisso, Flavio Zanonato (assente, ma rappresentato dal vicesindaco Ivo Rossi), Barbara Degani (pure assente….che strano però che Zorzato non l’abbia sottolineato e marcato) Silvano Vernizzi (Segretario R. Infrastrutture R. Veneto), Giuseppe Fasiol e Sergio Giordani per l’interporto patavino che insieme a quello veronese e al porto veneziano costituiscono i tre nodi policentrici del traffico di merci e persone in area Triveneta. La prossima Azione di partecipazione del PTRC sarà a Treviso lunedi 2 luglio 2012 col Sindaco leghista Paolo Gobbo ed altre diversificate personalità pubbliche, oltre parte di quelle odierne. Lo scrivente a Padova, era presente come cittadino residente e per lo Snals-Confsal, ma anche e soprattutto per aver frequentato nel 1994, nella locale Università, Facoltà d’Ingegneria, il X Corso di Perfezionamento in Ingegneria del Territorio. All’ appuntamento patavino del PTRC, più di vertice che di base, ha colto alcune impressioni d’attualità: territoriale, politica ed economica. Paolo Costa per l’Autorità portuale veneziana, ha proiettato il ruolo del porto veneziano nel flusso dei traffici tra Adriatico e Baltico e ricordato che l’Italia è indietro anche con il sistema ferroviario della TAV, mentre gli altri sono già alla TEV. Renato Ghisso, Assessore R. alla politica della mobilità, ha fatto riferimento al primo PTRC del 1992, che lo ha definito ”piano dei sogni quando si immaginava un’area industriale per ogni campanile in Veneto, mentre oggi non bisogna più fare voli pindarici e il costo dei trasporti”. Niente idrovia Padova-mare allora? Forse lo ritiene un volo pindarico il pragmatico indigeno Ghisso? Più incisiva, realistica e da pessimista ben informato è stata la relazione del responsabile dell’Aeroporto “Marco Polo” di Venezia, Enrico Marchi. Egli ha ricordato che l’ultimo incontro infruttuoso con i vertici regionali fu nel 2001 insieme all’Ing. Perrone. Oggi ha affermato l’Italia è molto indietro e lo sa bene il Fondo Mondiale, nonostante l’aeroporto di VE, è terzo in Italia dopo Roma e Milano, ha 140 voli al giorno di cui 40 a Treviso e trasporta 8,30 milioni di passeggeri all’anno con in previsione di una seconda pista di volo che darebbe da sola altri 30 mila posti di lavoro. Anni fa affrontò, nel suo piccolo, il problema del completamento dell’idrovia Padova-Venezia, concepita da illuminati politici e programmatori di sviluppo territoriale negli anni Sessanta, in pieno boom economico italiano. Lo scrivente dibattè, per RadioTv, e scrivendo articoli su vari mass media nazionali come il trimestrale Navigazione interna del Ministero dei Trasporti e della Navigazione Interna e locali: Padova Economica, Galileo, Noi della ZIP, Padova e il suo territorio, Società naturalisti di Padova, Il Gazzettino e Telecittà di Padova. Sulla rivista diretta dal colto Sindacalista della Cisl, Bruno Geromin, scrissi in alternativa allo studio dell’Economista e Rettore della patavina Università, Gilberto Muraro, che concludeva un “Ni” (no si, né no) per il completamento dell’idrovia tra Padova e Venezia. Egli non aveva calcolato, in particolare, il risparmio ecologico del territorio. L’idrovia Padova-Venezia o Padova-mare è un tratto, si ribadisce, del sistema idroviario padano-veneto, così come viene definito nel Decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione n. 729 del 25.06.1992 (previsto dalla legge 380/90), ha un’estensione complessiva di circa 977 km. A Saonara con l’ex Presidente dell’Ordine degli Ingegneri nonché Assessore Provinciale all’Urbanistica, Ing. Igazio Sidoti, lo scrivente partecipò come esperto ecologico, insieme al collega di scuola e Chimico, Guglielmo Ghirardello, per ribadire che tra le tante vie di trasporto merci, quella idrica è la meno inquinante il territorio in quanto via ecologica. Dell’importante e strategica opera in pianura veneta si interessò anche il Movimento Triveneto animato da Silvano Miotello di Carmignano del Brenta (PD). Don Mario Gastaldo fu tra gli animatori instancabili per sollecitare il completamento idroviario, favorevoli furono vari uomini colti patavini come: l’On. Olivi, l’Arch. Battalariard, l’Ing. Arengi, l’Avv. Rossi, il cittadino illustre padovano, Mario Levante, l’Eurobiologo, Antonio Garbetta, L’Ing. E prof. d’Idraulica all’Università patavina Luigi D’Alpaos, ecc., ma Regione, Province, Comuni e partiti locali hanno snobbato il nodo idroviario nel dibattito sul PTRC a Padova il 25 c.m.. L’idrovia langue dunque in un mare di omissioni e di improprie” lacrime di coccodrillo” (poveri coccodrilli, chiamati impropriamente in causa poiché non mangiano i figli, ma li proteggono spostandoli con le pericolose fauci). Per collegare la Laguna di Venezia alla zona industriale sud di Padova è possibile completare l’idrovia che è una via ecologica perché non asfaltata, né ferrata e senza consumo di altro territorio naturale. Oltre il 70% dell’opera idroviaria tra Padova e Venezia, lunga circa 27 km di cui poco più di 3 km in laguna fino al Canale dei Petroli, che poi conduce al porto centrale lagunare di Malamocco. Per l’idrovia Padova-Mare sono stati già espropriati i terreni dei comuni di Saonara, Vigonovo, Dolo, Mira, Oriago e fino a Fusina a sud lagunare. Negli ultimi 30 anni un mare di stupide polemiche, tutte di area indigena sia patavina che veneziana, ha bloccato l’idrovia PD-VE, che rappresenta una famosa incompiuta italiana! Eppure il Governo di Roma è favorevole allo sviluppo idroviario del Veneto, la Regione Veneto no! Il Presidente dell’Associazione “Salvaguardia Idraulica del territorio padovano e veneziano”, dott. Carlo Crotti, da anni tempesta di e mail il sottoscritto ed altri sollecitando molte istituzioni e privati a intervenire per completare l’idrovia Padova-mare. Egli, tra l’altro, ricorda di aver scritto al vice-ministro ai Trasporti, l’ing. R. Castelli, e al governatore L. Zaia, che esiste il progetto di legge regionale n. 349 del 13/11/1993, che si intitola: “Partecipazione della Regione Veneto ad una s.p.a. per il completamento e la gestione del sistema idroviario”. Dunque si propone, in tempi di vacche non più grasse, che gli euro o le lire (speriamo che non si torni alla lira, ma si proceda per gli “Stati Uniti d’Europa”, leggere precedente articolo su questo moderno mass media con respiro anche nazionale e culturale) per completare l’idrovia PD-VE vengano messi da privati, mentre la Regione Veneto porterebbe in dote i lavori e le spese già sostenute: gli espropri, gli scavi, i 13 ponti stradali e uno ferroviario, la terra che sarà di risulta ….. ecc. Al giorno d’oggi sarebbe un normale project financing, che garantirebbe non solo i capitali mancanti, ma anche la tempestività che occorre alle popolazioni del Veneto centrale per prevenire e non subire altre alluvioni. L’intervento dei privati si potrà ripagare solo se la via d’acqua è navigabile (con battelli superiori alle 1500 tonnellate e non da 1350 come progettata inizialmente decenni fa) e se svolge funzioni che non sono limitate al trasporto merci, ma anche a tutte quelle attività che si svolgono sull’acqua: diporto, turismo, tempo libero, allestimenti per piccole imbarcazioni. L’esperienza dei canali olandesi, che abbondano rispetto agli altri paesi europei, va in questa direzione. La Lega Nord, anni fa sembrava interessata all’idrovia in esame e molti parteciparono all’incontro pubblico presso la scuola media di Saonara. Il Governatore leghista del Veneto, Luca Zaia, dovrebbe oramai ben sapere che scegliere il canale significa, per ovvi motivi di spazio disponibile rispetto a quello espropriato decenni orsono, che la camionabile non è fisicamente affiancabile ad un canale da 400 mc/sec. Il citato Governatore dovrebbe anche essere ben conscio del fatto che non fare quella strada potrebbe fare risparmiare alla Regione, che amministra insieme al Pdl, circa 70 milioni di euro. Denaro che a suo tempo una Finanziaria del Governo Prodi aveva stanziato a favore “dell’asse intermodale”. Chiara Semenzato, dell’idrovia PD-VE, scriveva che era: ”Un’utopia nata negli anni 60 per sollevare la regione dalla strozzatura del traffico, da cui è assediata ogni giorno con 170 mila veicoli al giorno. Non pare fosse presente al dibattito patavino, il 25 giugno c. a., sul PTRC il nuovo Sindaco di Saonara, Walter Stefan, che a Timisoara, in Romania- quando lo scrivente era in mobilità professionale, come prof. di Scienze naturali, del Ministero A. Esteri, presiedeva un importante Ente di sviluppo idroviario. Saonara ha un territorio nevralgico del patavino e alle corse elezioni amministrative locali, W. Stefan, con la sua lista civica “Saonara Domani” ha avuto il 20,67% di consensi, mentre al secondo posto, Giovanna Mineo, sconosciuta ai più del “Movimento 5 stelle” ha avuto il 19,05%, terzo classificato, Olindo Bertipaglia, di “Fiorisce Saonara” con il 17,12% e quarto Arnau Francesco di “Nuova Saonara” con il 17%, mentre “La svolta”guidata dal prof. di Educazione fisica ha fatto flop, ma è pur sempre un uomo politico con altri giovani entusiasti. Non solo l’idrovia è teoricamente completabile a un costo prossimo allo zero per le casse regionali, ma questa opzione permetterebbe a Zaia di risparmiare i 70 milioni già destinati alla camionale. Non gli resta che scegliere rapidamente e nell’interesse pubblico. Ma i verdi dove sono nel Veneto? Sbraitano solo contro l’ipermercato di Dolo? Eppure la Riviera del Brenta con l’idrovia che sviluppa in parallelo rappresenta una classica via d’acqua che per l’intera pianura Padano-Veneta è solo un segmento degli oltre 800 km del sistema di canali navigabili da riattivare come e meglio del Medioevo. Ma dove è finito il lume della ragione nel Pdl, nella Lega, nei Verdi e nel PD che ha ostacolato l’idrovia perché concepita dall’ex DC. Qualcuno aspetta e spera nei Grillini (di Mira? Vi è un Sindaco grillino là) ed anche nell’ Idv. Intanto per l’idrovia in questione, resta di sicuro a favore il Movimento Triveneto resta fedele al suo programma moderato e determinato per far avanzare subito il TriVeneto negli “Stati Uniti d’Europa” e non tornare al medioevo leghista e anche degli altri indigeni ideologizzati dalla partitocrazia provinciale del Veneto, fatte non poche eccezioni. L’ominazione ha selezionato, per l’insopprimibile evoluzione biologica, l’Homo sapiens, ma l’Uomo ha anche un’altra evoluzione insopprimibile l’evoluzione culturale. Quest’ultima gli ha permesso di evolversi socialmente dal paleolitico al neolitico e ai giorni nostri (dalla selce a internet) e di ragionare nel villaggio globale e non solo e soltanto nelle moderne tribù del Veneto o di qualunque altra parte dell’ospitale pianeta Terra, che va salvaguardato anche con le vie d’acqua e non con nuovi nastri d’asfalto o camionabili tra Padova e Venezia. Nel PTRC la Lega Nord non ha nulla più da dire? L’efficientismo del Governatore Zaia, comincia a battere colpi? Meno male che la Lega si autolega! Il ritorno al Medioevo della ragione aveva condizionato anche il suo fedelissimo alleato del Pdl che comincia a respirare e ragionare con la propria testa, finalmente: il pensiero liberale, di cui è portatore, se ne rallegra, non poco!Art.idrovia

Nessun commento:

Posta un commento

Stiamo aspettando le tue considerazioni, i tuoi consigli, le tue proposte: scrivici, o vieni ai nostri incontri!

Videosorveglianza cimiteri 2014>2018

MEGLIO TARDI CHE MAI, questo detto è sempre valido caro sindaco. Non so se qualcuno si ricorda che il 28 aprile del 2014, oltre 4 anni ...