domenica 29 luglio 2012

CHE IMPRONTA LASCI?


Chi di noi almeno una volta non ha sentito parlare di IMPATTO AMBIENTALE?
Con queste due parole si vuole spiegare e soprattutto quantificare, quanto le attività dell’ uomo, inteso come popolazione o singola entità, incidano sull’ambiente in termini di inquinamento nelle sue molteplici forme.  
Oggi vogliamo trattarne un aspetto poco conosciuto: quanto ognuno di noi inquina l’ambiente in termini di terreno occupato? In altri termini QUAL E’ LA NOSTRA IMPRONTA ECOLOGICA? “L'impronta ecologica è un indicatore utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto la capacità della Terra di rigenerarle.” [Cit. Wiki.]. Per un maggiore approfondimento, sempre in Wikipedia sotto la voce impronta ecologica, si può trovare una dettagliata spiegazione e descrizione di che cosa sia e come sia nato questo parametro. Semplificando: due scienziati Mathis Wackernagel e William Rees , nel 1996 hanno introdotto questo nuovo concetto, successivamente ripreso e sviluppato da diversi enti/associazioni, ad esempio WWF, per sensibilizzare la popolazione ed avere un valore preciso su cui fare leva ed appoggiarsi per fare previsioni. Nel 2003 lo stesso Mathis Wackernagel ha fondato il “footprintnetwork” (www. Footprintnetwork.org), punto di riferimento per queste tematiche (la lingua è selezionabile in alto a destra). Volendo anche il Blog di Beppe Grillo ha pubblicato un’intervista, sottotitolata, al fondatore del sito sopra riportato: http://www.youtube.com/watch?v=_QkH1sYwRuU&feature=player_embedded.
Un altro sito che vi segnaliamo è http://www.sarasperlascuola.it/improntaecologica/index.htm, soprattutto perché rivolto ai ragazzini per sensibilizzarli fin da piccoli sulla tematica dell’impronta ecologica. La spiegazione avviene attraverso un cartone animato, adatto a tutti, che rappresenta in modo semplice ma preciso questo argomento ed offre soluzioni concrete per ridurre la propria impronta.
Una volta che avete capito cos’è l’impronta ecologica è ora di CALCOLARLA!
La potete calcolare sempre nel sito http://www.sarasperlascuola.it/improntaecologica/index.htm, oppure in quest’altro sito http://comefare.com/costume-e-societa/come-calcolare-e-ridurre-il-proprio-impatto-ambientale/ che si appoggia ad un portale (lifegate) per il calcolo.
Per calcolare la nostra impronta ecologica con precisione ci vorrà un po’ di pazienza perché sono richiesti alcuni dati che spesso non si ricordano a memoria e, pertanto, devono essere recuperati.
E’ importante conoscere la nostra “impronta” per sapere come le nostre abitudini e stili di vita incidono positivamente e/o negativamente nell’ambiente e poter quindi intervenire al fine di mantenere e/o migliorare le nostre abitudini.
Ognuno di noi può far molto per l’ambiente e perché no, anche per l’economia familiare, ma soprattutto per le generazioni future, piccoli accorgimenti quotidiani danno enormi risultati.
Proviamoci! E ne trarremo tutti dei benefici!
Nicolò Contarin

ALLEANZE CON ALTRI PARTITI?

Il MoVimento 5 Stelle parteciperà alle prossime elezioni politiche qualunque sia la legge elettorale. Non ci sarà alcuna alleanza con i partiti. I candidati saranno votati in Rete che rimarrà centrale durante il mandato elettorale sia come supporto agli eletti che come garanzia del rispetto del programma. Non dico nulla di nuovo, ma è opportuno ribadirlo. Le elezioni si possono vincere o perdere, in realtà in Italia si pareggiano da sempre, sono elezioni truccate. Vincono tutti, si spartiscono rimborsi elettorali, testate giornalistiche, canali televisivi, banche, concessionari. Tutto. Il MoVimento 5 Stelle partecipa per vincere e vincerà in ogni caso. Sia nel caso straordinario che venga chiamato a responsabilità di governo, sia che, come forza di opposizione, faccia da sentinella per i cittadini.
Dal Blog di Beppe Grillo

giovedì 26 luglio 2012

ELETTRODOTTO 1^ puntata

. Prima puntata elettrodotto 
"Premettendo che si sta cercando di far ascoltare le richieste dei cittadini,di cui questo il recente atto" :
Appello contro elettrodotto aereo

 Altro argomento a Noi caro,e ovviamente anche a tuti Voi,é l'ELETTRODOTTO TERNA,
 che é un'opera da anni in programma e ora sembra vicino il momento degli inizi ai lavori. A Livello Comune si stà facendo un ulteriore tentativo di far cambiare il progetto iniziale,che di fatto nel tratto che da Vigonovo a tutta Saonara e oltre Camin,É PREVISTO " AEREO" e Noi tutti lo vorremmo INTERRATO. X iniziare a illustrare la storia dall'inizio e con dati ufficiali,vi porteremo ai link che sono nel sito del nostro comune. Poi un pó alla volta cercheremo di percorrere i vari accadimenti fino ad oggi. Cominciamo da QUI doc.1 terna anno 2008
Armatevi di tempo,che son documenti tecnici,ma rendono l'idea di quel che ci aspetta se non facciamo niente. INFORMIAMOCI. PARTECIPIAMO. É IL NOSTRO TERRITORIO,NE VA DELLA NOSTRA SALUTE E DEL NOSTRO FUTURO

martedì 24 luglio 2012

INFORMAZIONE IMPORTANTE CHE ARRIVA DAL CAT

 VI GIRIAMO L'INFORMAZIONE che arriva direttamente  dal CAT,
che lotta da molto prima di NOI per il  NO  alla continua cementificazione,e che ora trova nel M5S un valido e concreto sostegno negli ideali   infocat.


SORPRESE ESTIVE DALLA REGIONE VENETO: A COSA SERVE LA CAMIONABILE? ECCO LA SPIEGAZIONE!
 Con il classico blitz estivo la regione veneto da il via al  progetto di " nuovo polo della logistica" a Dogaletto di Mira, mega speculazione di 4 miloni e 600mila metri quadrati ,una piattaforma per la movimentazione dei container a ridosso di una delle zone più belle della Laguna veneziana Come denunciato da tempo da CAT, progetto che ricade esattamente al terminale est della nuova autostrada “Camionabile” , che si rivela così funzionale al suo collegamento diretto con l'interporto di Padova. Ma l'assessore Chisso & C. trovano subito un'ostacolo : il  nuovo consiglio comunale di Mira accoglie le istanze dei comitati pronunciando un NO unanime al progetto. Assieme alle le calure estive, ecco ricomparire puntuali i blitz estivi dei nostri geniali amministratori regionali , con l'ennesima grande opera che , approfittando della bella stagione, di soppiatto prende forma. Non bastava infatti la recente sentenza del TAR favorevole all'elettrodotto aereo lungo il tracciato dell'idrovia,  che ecco ricomparire anche l'incubo della cosiddetta "Camionabile". In realtà nessuno l'ha ancora nominata , ma il disegno complessivo di devastazione del territorio , il cosiddetto “Terzo Veneto“ ideato da Galan e soci del cemento con l' accordo politico trasversale che da anni denunciamo, appare ormai sempre più chiaro. E' di queste settimane infatti la riesumazione di un progetto, ai più ancora sconosciuto soprattutto nel padovano, relativo al mega “polo logistico” di Dogaletto di Mira, una gigantesca speculazione di 4 milioni e 600 mila metri quadrati destinata allo stoccaggio e movimentazione container ,con vista fronte-laguna a sud di venezia. La regione si è messa in movimento in queste settimane, compiendo un primo passo richiedendo il parere del comune di Mira interessato dall'opera, avviando peraltro una procedura tutt'altro che limpida, la stessa usata per Veneto City  e tuttora oggetto di ricorso al TAR . Un primo passaggio che però riceve il NO unanime del nuovo consiglio comunale di Mira il quale richiede inoltre venga effettuata la VAS (valutazione ambientale strategica),  procedura che di fatto complica molto l'approvazione del progetto . Ma a questo punto, tutti coloro che si chiedevano  a cosa servisse questa assurda nuova autostrada lungo l'idrovia, ora hanno una risposta precisa: Interporto di Padova, con relativo amplamento in zona "Casone" e polo logistico di Dogaletto sono posti esattamente alle sue estremità . Opere complementari che si tengono assieme, la cui realizzazione dell'una giustifica l'altra , alle quali va aggiunta la nuova autostrada “Romea Commerciale” Orte-Mestre, anch'essa in dirittura d'arrivo al CIPE. Per favorire quindi una mega-speculazione con relativa rendita fondiaria(i terreni interessati sono stati a suo tempo acquisiti dalla società Alba srl del romagnolo Franco Gandolfi), si aggiungere il danno di un'autostrada che oltre a devastare il territorio ne compromette anche la sicurezza idraulica impedendo di fatto il completamento dell'Idrovia. I comitati di CAT lo ripetono da tempo : stop a cemento e asfalto, basta speculazioni! L'alternativa esiste: completamento dell'Idrovia per la sicurezza idraulica del territorio e collegamento via acqua dell' interporto di Padova con il "porto diffuso" dell'alto Adriatico e, se sarà realizzato, con il terminal "off shore" al largo di Malamocco. CAT che da anni denuncia la pericolosità di questo progetto di polo logistico, sul quale la precedente Giunta mirese era possibilista, considera il voto dell' attuale Consiglio Comunale di Mira un punto acquisito che accoglie finalmente le istanze dei Comitati, punto da tenere ben fermo però rispetto alle prossime mosse della Regione del leghista Zaia e del pidiellino Chisso che risponderà sicuramente in modo autoritario, in armonia trasversale con l’Autorità Portuale di Paolo Costa, che è stato -è bene ricordarlo-il promotore del progetto di Dogaletto presso l’alllora sindaco Carpinetti e la sua amministrazione di centrosinistra. Sarà nostro impegno continuare ad operare affinché anche altri comuni abbiano il coraggio di scelte altrettanto nette contro le devastanti opere che incombono sul nostro territorio.
 CAT adone doni 3400020207
 giorgio martellato 3472460575
 www.infocat.it
 trabrentaegraticolato@gmail.com

domenica 22 luglio 2012

La Consulta dichiara incostituzionale l'art. 4



COMUNICATO STAMPA

Grande vittoria dei movimenti, la Corte Costituzionale fa saltare le privatizzazioni di acqua e servizi pubblici locali

Oggi, 20 Luglio, la Corte Costituzionale restituisce la voce ai cittadini italiani e la democrazia al nostro Paese.
Lo fa dichiarando incostituzionale, quindi inammissibile, l'articolo 4 del decreto legge 138 del 13 Agosto 2011, con il quale, il Governo Berlusconi, calpestava il risultato referendario e rintroduceva la privatizzazione dei servizi pubblici locali. Questa sentenza blocca anche tutte le modificazioni successive, compresa quelle del Governo Monti.

La sentenza esplicita chiaramente il vincolo referendario infranto con l'articolo 4 e dichiara che la legge approvata dal Governo Berlusconi violava l'articolo 75 della Costituzione. Viene confermato quello che sostenemmo un anno fa, cioè come quel provvedimento reintroducesse  la privatizzazione dei servizi pubblici e calpestasse la volontà dei cittadini.

La sentenza ribadisce con forza la volontà popolare espressa il 12 e 13 giugno 2011 e rappresenta un monito al Governo Monti e a tutti i poteri forti che speculano sui beni comuni. Dopo la straordinaria vittoria referendaria costruita dal basso, oggi è chiarito una volta per tutte che deve essere rispettato quello che hanno scelto 27 milioni di italiani: l'acqua e i servizi pubblici devono essere pubblici.

Si scrive acqua, si legge democrazia! 
   

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Ufficio Stampa Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua
www.acquabenecomune.org

sabato 21 luglio 2012

PARMA IN CONSIGLIO,NO INCENERITORE..

INCENERITORE A PARMA
CONSIGLIO COMUNALE


L’astensione del gruppo PD segna una rottura con le idee di Bernazzoli, i comuni della provincia prendano coraggio. Il voto del consiglio comunale di Parma espresso ieri14/7  pone l’accento su proposte operative e alternative concrete su come superare l’inceneritore. Al di là delle rituali parole, l’astensione del gruppo dei consiglieri del Partito Democratico del Comune di Parma segna una rottura di fatto con le politiche vetuste di Bernazzoli che deve prendere atto di tutto ciò. Il mondo è cambiato. Seguano la volontà democratica dei cittadini del capoluogo. Siamo certi che tanti altri Comuni della provincia di Parma stanno iniziando a ripensare e capire che quel piano era ed è sbagliato. Lo stesso percorso si è fatto anche nella vicina Reggio Emilia dove il Comune capoluogo è riuscito a convincere gli altri Comuni che le alternative esistono ed ora la Provincia da strenua difensore dell’inceneritore fino a due anni fa ha cambiato radicalmente posizione. Per questo vorremmo riportare l’attenzione sulle proposte chiare indicate nella mozione. Proposte elaborate grazie a tecnici di valore nazionale ed internazionale che prendono spunto da quanto si sta realizzando anche nella vicina Reggio Emilia ed in altre realtà italiane che hanno superato l’incenerimento e la discarica impostando politiche Rifiuti Zero. I Comuni della provincia di Parma prendano coraggio adottiamo tutti le politiche Rifiuti Zero e scriviamo una pagina importante della storia del Mondo. Una pagina che è già nel futuro. LE PROPOSTE VOTATE IERI DAL CONSIGLIO COMUNALE DI PARMA (testualmente dalla mozione)Leggi tutte le mozioni

“ divieto d’incenerimento di tutti i materiali riciclabili e compostabili”.
Votato dal Parlameno Europeo in data 20 aprile 2012

STUPORE AL CONSIGLIO COMUNALE



Stupore al consiglio comunale del 29/6 a Saonara. 


 Vorrei citare un  commento Fatto da un cittadino presente al consiglio comunale:
 < ma come,se siamo in sette,come mai sono otto i voti a favore??!> " HO NOTATO LO STUPORE NELLE FACCE DEI CONSIGLIERI DELLA MAGGIORANZA QUANDO IL CONSIGLIERE DI MINORANZA GIOVANNA MINEO DEL M5S HA DATO VOTO FAVOREVOLE ALL'APPROVAZIONE DEL BILANCIO...PENSO ABBIANO CONTATO DUE VOLTE I VOTI...NON CI CREDEVANO NEPPURE LORO,DELLA MAGGIORANZA,DI AVERE UN VOTO DAL M5S.

 Il  pensiero di molti é che credono ad una colizione di Stefan con il MoVimento5stelle ; ho riflettuto a lungo e sono venuto ad una conclusione:
 Questi sono i meccanismi della VECCHIAPOLITICA,in cui la minoranza doveva fare opposizione e votare contro a qualsiasi costo, Ma ora si cambia..É L'INIZIO DI UNA NUOVA ERA. Per la prima volta mi sento attratto dalla piega che prenderà questa situazione politica Saonarese! Dopo tutto il MoVimento5Stelle  si é sempre definito un NON PARTITO. E si comporta come tale!
 O.B.

venerdì 20 luglio 2012

IMU e SAREGO 5 STELLE

IMU,
La giunta di Sarego, MoVimento5Stelle,"preme sulle banche"
vai all'articolo

INCONTRO A MIRA >IDROVIA

Resoconto Incontro M5S su Idrovia Pd-Ve e rischio idraulico. 
DI ANDREA DANIELETTO Vigonovo -
  Incontro "Idrovia" del 19 Luglio a Mira del Movimento 5 Stelle. Grande partecipazione ieri sera 19/7 a Mira da parte di molti Consiglieri ed attivisti del Movimento (Vigonovo, Saonara, Veggiano, Campolongo, Vigonza, Venezia, Rovigo, Chioggia, Mira, Mirano, Campagna Lupia, Padova, Cartura, Noventa Pd) per studiare, valutare e proporre soluzioni al consolidato rischio alluvione della Riviera del Brenta e zone limitrofe. Questo incontro è il secondo, dopo Vigonza, e mirava ad ottenere una posizione condivisa all'interno del Movimento per chiedere al Presidente della Regione Veneto Zaia tramite una mozione ai vari Consigli Comunali una conferenza servizi tra tutti i Sindaci coinvolti sul tema rischio idraulico. Mozione che è già stata proposta dal M5S, discussa e approvata al Cons.Comunale di Veggiano, con l'apporto del Prof. D'Alpaos dell'Università di Padova. Questa riunione è soprattutto volta a scongiurare l'imminente via libera alla cosiddetta Camionabile, autostrada che correrebbe lungo l'idrovia, strada che metterebbe a serio rischio idraulico tutta la Riviera e non solo. Carlo Crotti dell'Associazione Salvaguardia Idraulica Padova Venezia ha brillantemente illustrato quali rischi sta correndo il nostro territorio per le ondate di piena di Bacchiglione e Brenta. La soluzione proposta e sostenuta da gran parte del Movimento 5 Stelle è il completamento dell'Idrovia Padova Mare, già realizzata per il 65% del totale negli anni '70-'80, idrovia che portata alla classe V, scongiurerebbe con i suoi 400 metri cubi al secondo di portata, l'esondazione di Brenta e Bacchiglione a cui si collega tramite Piovego e canale Scaricatore. Si è voluto questo incontro soprattutto per rispondere alle perplessità di Mira, presente con il Sindaco Alvise Maniero, due Assessori tra cui Luciano Claut dell'Urbanistica e diversi Consiglieri Comunali, che esprimevano seri dubbi sulla necessità di "scavare" il loro territorio in modo imponente per far posto all'idrovia. Riassumendo possiamo evidenziare due punti fermi: Contrarietà assoluta di tutti i presenti al progetto Camionabile, opera inutile e dannosa che mette a serio rischio l'incolumità del nostro territorio Necessità di mettere "spalle al muro" la Regione e chiedere con urgenza una Conferenza di Servizi per capire cosa realmente intendono fare. Chiedere soprattutto in questa Conferenza l'elaborazione di un piano delle acque per mettere in sicurezza il territorio. Discussione che si deve aprire a Idrovia, no Camionabile, vasche di laminazione, pulizia canali, studio invarianza idraulica. Siamo molto soddisfatti di come si è svolta la serata che chiarisce definitivamente molti dubbi su un argomento cosi' delicato e urgente.
 Andrea Danieletto Movimento 5 Stelle Vigonovo.

FIRMIAMO O NON FIRMIAMO?RACCOLTA FIRME...

 Abbiamo dato voce ad una raccolta firme,ma....ad una settimana di distanza ecco che ci tocca frenare l'entusiasmo...


San Giovanni Lupatoto


Negli ultimi giorni molte persone ci chiedono come e dove firmare i "referendum contro la casta". 
La nostra inesperienza ci ha portati a prendere per buona questa richiesta di referendum senza però cercare maggiori informazioni a riguardo...
Ebbene ci siamo sbagliati!
Per questo vorrei chiarire che questi referendum, allo stato attuale delle cose, sono una bufala!
I referendum che circolano, mirati ad abolire gli stipendi d'oro e le prebende dei parlamentari, sono due: uno, del Comitato del Sole, prevede l'abolizione di quasi ogni prerogativa, mentre l'altro, dell'Unione Popolare, in realtà prevede la sola abolizione della diaria ai parlamentari, che è di circa 3000 euro al mese (moltissimo per noi ma poco per loro, rispetto al totale). Questo secondo referendum lascia particolarmente perplessi quando si scopre che i promotori vengono dall'UDC e che il risparmio ottenuto sarebbe di 39 milioni di euro l'anno, a fronte di un costo di 300-400 milioni per svolgere il referendum.
Il motivo per cui questi referendum sono una bufala è presto detto: il referendum abrogativo è regolato da alcuni articoli della legge 352 del 1970. Basta leggerli per scoprire che:

1) non è possibile svolgere un referendum in contemporanea con le elezioni politiche, e se vengono convocate le elezioni politiche le procedure referendarie vengono sospese e rinviate di un anno (art. 34);

2) è vietato depositare le firme di un referendum nell'anno (solare) precedente a quello delle elezioni politiche (art. 31);

3) le firme si potranno eventualmente depositare dal 1 gennaio (art. 32);

4) le firme devono essere depositate entro tre mesi dall'inizio della raccolta (art. 28).

Tutto questo fa sì che le firme raccolte in questo periodo siano nulle e inutilizzabili; il primo giorno possibile per depositare le firme per un referendum è il 1 gennaio 2013, ma in questo caso, per via del punto 4, sarebbero valide soltanto le firme raccolte dopo il 1 ottobre 2012. In tal caso, comunque, il referendum potrebbe svolgersi soltanto nel 2014 o addirittura nel 2015, se le elezioni politiche fossero successive al 1 maggio 2013 (vedi qui). Si fa molto prima a votare alle politiche dell'anno prossimo per i partiti che si impegnano a tagliare gli stipendi!
Ma allora, perché qualcuno si dà la briga di mettere in piedi una campagna del genere, e una volta avvertito del problema (come avvenuto per entrambi i comitati da diversi giorni) continua bellamente la raccolta? Ognuno lo può ipotizzare da solo.
Può benissimo essere semplice ignoranza, leggerezza o cattiva interpretazione della legge. Quando invece la proposta viene da persone con un lungo curriculum di attivismo nei partiti, credo sia più legittimo pensare male. E allora faccio notare che anche per i referendum sono previsti i rimborsi elettorali, e che in caso di successo il comitato referendario incasserebbe milioni di euro a cui nessuno dei due ha dichiarato di voler rinunciare; senza parlare della quantità di apparizioni televisive e della pubblicità ottenuta dai promotori.
Quindi ci scusiamo con tutti quelli che sono stati illusi da questa iniziativa (noi per primi) e ci attiviamo subito per bloccare questa raccolta firme (andando a togliere i moduli anche in comune).
Vi ricordiamo invece che esiste una campagna "sana", partita da Venezia, con comitato promotore alcuni ragazzi del MoVimento 5 Stelle in Veneto per la proposta di legge di iniziativa popolare denominata Zero Privilegi Veneto nella quale si chiede il taglio di stipendi, vitalizi, benefit e privilegi degli amministratori Regionali per norma di legge e non tramite un referendum (che poi dimenticherebbero comunque in un cassetto come quello per l'acqua dell'anno scorso).
Non facciamoci infinocchiare! Su le antenne ragazzi!!I ANDREA NUVOLONI  
del movimento5stelle di san giovanno lupatoto
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Insomma, anche Noi non sappiamo a cosa credere,oppure SI,ma ad una settimana dall'aver promosso nel nostro Blog questa iniziativa,ORA PIU' CHE MAI ASPETTEREMO DI ESSERE IN PARLAMENTO PER POTER METTERE NERO SU' BIANCO.
e' L'unica strada..


lunedì 16 luglio 2012

PARCHETTO DIETRO IL CONAD

Questa la situazione del parco x i bambini, quello in v.Rovigo,dietro al conad,
da più di una settimana...e intanto i bimbi ci giocano!
ora sentiamo cosa ci dicono in comune...


E SE DA CITTADINI AVETE ALTRE SEGNALAZIONI DA FARE...SIAMO QUI!
NOI LO ABBIAMO SEGNALATO AL SINDACO..ORA ASPETTIAMO IL SEGUITO..

Martedì 18 nella mattinata sono andato dal sindaco per portarlo a conoscenza
della situazione del parco con foto alla mano, chiaramente nello stupore il
sindaco mi dice di non saperne nulla perchè nessun cittadino aveva segnalato nulla.
Mi ha promesso di farlo presente subito alle personale preposto ed
effettivamente già nella giornata di oggi il parco è stato messo in sicurezza.

Con questo voglio solo dirvi cari cittadini che serve molto poco per far si che
le cose vadano nel verso giusto.
E inutile lamentarsi o dire guarda questi vandali cosa hanno fatto e ripeterlo
ogni giorno quando si va al parco magari con i propri figli o con i propri nipoti.

A volte basta un piccolo gesto......

Marino D.P.

Giovedì 20 Luglio

Sabato 21 Luglio 
il parco già dalla giornata di ieri è tornato totalmente agibile

Marino D.P.

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO:diritti delle coppie di fatto x i deputati

"Spero lo sappiate ma molti dei nostri parlamentari che votano contro i diritti alle coppie di fatto sono essi stessi conviventi fuori del matrimonio, ma, non si sa perché, godono di un trattamento legislativo di favore, che si sono fatti ad hoc, per cui i loro conviventi sono trattati con gli stessi diritti che avrebbero dentro un matrimonio regolare: assistenza sanitaria, quota contributiva doppia, reversibilità della pensione... È dal 1990 che i parlamentari si sono fatti una legge apposita, per cui basta che il partner dichiari di convivere "more uxorio" da almeno tre anni e la legge lo tratta come uno sposo legittimo (Regolamento di assistenza sanitaria integrativa dei Deputati, art. 2, lettera "d"). Il 25% dei parlamentari e del personale della Camera usufruisce di questi trattamenti di favore. La differenza tra gli eletti e gli impiegati di Montecitorio sta nel fatto che per i primi il diritto può estendersi anche oltre il convivente (ad esempio ai figli, anche quelli nati "fuori dal matrimonio", ma fino al raggiungimento della maggiore età), mentre per i secondi ci si limita al partner. Ultimamente ai partner di fatto è stato riconosciuto anche il vitalizio. Ma non basta: il diritto al vitalizio è riconosciuto anche al partner di fatto dei consiglieri regionali!!! Ecco dove arriva l'ipocrisia di costoro: negare agli altri quello che si è votato allegramente per se stessi da 20 anni!! E poi non dovremmo chiamarli una Casta!!???"
 viviana v., bologna
/unioni_di_fatto_un_diritto_solo_per_i_parlamentari

domenica 15 luglio 2012

DAL BLOG DI BEPPE GRILLO: finanziamenti pubblici

Blog beppe grillo
Beppe Grillo:
 Nessun partito e nessuna istituzione vogliono tra i c.......i il MoVimento 5 Stelle .
  I giornali che vivono grazie ai finanziamenti pubblici pagati dai cittadini appena possono attaccano il MoVimento Cinque Stelle utilizzando falsità.
 comune.parma. Pizzarotti risponde in maniera trasparente alle critiche insensate di questi giorni: "È insensato sostenere che la Giunta abbia aumentato le indennità relative agli assessori, per due motivi principali: il primo è che abbiamo mantenuto il fondo già esistente, dividendolo in due semestralità, e il secondo è che, essendo un budget di massima spesa, non necessariamente verrà utilizzato nella sua totalità"

Illuminazione: lampade a risparmio energetico e a LED

Illuminazione: lampade a risparmio energetico e a LED

lampadine risparmio energetico led 


Il vecchio consiglio di spegnere la luce quando si esce da una stanza è sempre valido. In Italia la quota annua di energia elettrica destinata all’illuminazione rappresenta almeno il 13 % del consumo totale di elettricità nel comparto residenziale e ha un peso tutt’altro che trascurabile sulla bolletta energetica delle famiglie.
Il primo accorgimento per evitare sprechi e contenere i costi, dunque, è quello di usare sempre il massimo buon senso: tenere accese solo le luci realmente necessarie, progettare l’illuminazione in modo sapiente, sfruttare il più possibile la luce naturale e scegliere tappezzerie e rivestimenti adeguati alla diffusione della luminosità.
Utile anche, laddove sia possibile, installare dei sistemi di controllo del flusso luminoso, come sensori di presenza, dimmer per variare l’intensità luminosa, interruttori crepuscolari o temporizzati e regolatori di flusso in grado di “dosare” la luce in base alle condizioni naturali. Questi dispositivi permettono di risparmiare fino al 50% dell’energia elettrica, ma un altro aspetto fondamentale per la riduzione dei consumi è senza dubbio la scelta delle lampadine, che può avere un effetto decisivo sul risparmio energetico.
I dispositivi più energivori sono i “vecchi” bulbi a incandescenza, che, come dice il nome stesso, generano luce sfruttando l’incandescenza di un filo di tungsteno che viene attraversato dalla corrente elettrica. In questo modo, però, una parte dell’energia viene inevitabilmente dispersa sotto forma di calore, rendendo questo tipo di lampadine poco efficienti. Non è un caso che da diversi anni l’Unione europea ha messo al bando le lampade a incandescenza, imponendone la progressiva “sparizione” dagli scaffali dei negozi, e che anche la Cina abbia di recente vietato i bulbi al tungsteno.

Lampadine a risparmio energetico

Molto più efficienti sono le cosiddette lampade fluorescenti o a risparmio energetico, che illuminano grazie a una scarica generata da una differenza di potenziale tra due elettrodi immersi in un gas. Questo tipo di lampadine ha un costo iniziale un po’ più alto rispetto ai tradizionali modelli a incandescenza, ma garantiscono un efficienza nettamente superiore e anche una durata di vita maggiore rispetto alle vecchie lampadine.
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Se un bulbo a incandescenza assicura infatti un funzionamento medio di 1.000 ore e una lampadina alogena non va oltre le 2.000, un modello a fluorescenza può raggiungere senza problemi le 10.000 ore di funzionamento, oltre a garantire, a parità di illuminazione, un consumo energetico inferiore.
Secondo stime recenti dell’assessorato all’Ambiente della Provincia di Bologna, in particolare, la sostituzione di bulbi al tungsteno con lampadine a risparmio energetico in un appartamento standard composto da cucina, salotto, camera da letto, bagno e disimpegno permette di ridurre il consumo annuo di elettricità di circa il 75%.
L’uso delle lampade a fluorescenza, però, richiede un’attenzione particolare in fase di smaltimento dei dispositivi giunti a fine vita. La presenza di mercurio all’interno delle lampadine le rende, una volta che non funzionano più, dei rifiuti potenzialmente pericolosi per l’ambiente e per la salute. Fondamentale, pertanto, non gettarle nel cassonetto insieme alla normale spazzatura, né tantomeno nella raccolta differenziata nel vetro, ma rivolgersi alle isole ecologiche comunali o chiedere informazioni alla municipalizzata della propria città.

Lampadine a LED

Se anche una lampadina a fluorescenza vi sembra troppo energivora, potreste optare per il sistema LED, o Light Emitting Diode, che si basa sull’emissione di fotoni da parte di diodi alimentati da un circuito elettronico. Si tratta di una tecnologia relativamente recente, in grado di assicurare standard di efficienza e durata particolarmente elevati.
Il risparmio rispetto alle tradizionali lampadine alogene arriva anche all’80-90%, mentre la durata può superare le 50.000 ore di utilizzo. A differenza delle lampade a filamento, inoltre, i LED sono particolarmente resistenti e si degradano lentamente, riducendo la propria funzionalità in modo progressivo (in altri termini, non si fulminano).

lampade a LED 

Sebbene sia di nuova generazione, la tecnologia LED sta facendo passi da gigante negli ultimi anni. I progressi più recenti, in particolare, hanno permesso di limitare degli inconvenienti che inizialmente rendevano i diodi poco “confortevoli”, come l’eccesso di componenti bianca o azzurra. Attualmente, infatti, sono in commercio sistemi di illuminazione con diverse temperature del colore, per quanto la luce a LED resti comunque generalmente più fredda di quella degli altri dispositivi.
A differenza delle lampade fluorescenti, i diodi non contengono mercurio, ma il loro smaltimento a fine vita deve seguire comunque degli accorgimenti. Essendo provviste di un sistema elettronico complesso, infatti, i LED non vanno gettati nella spazzatura, ma riconsegnati al negoziante o smaltiti attraverso il sistema comunale di raccolta dei Rifiuti Elettrici ed Elettronici (RAEE).

venerdì 13 luglio 2012

Centrali a carbone, Enel contro la campagna di Greenpeace

Greenpeace: respinto il ricorso di Enel contro l’associazione

 facciamo luce su Enel

Il Tribunale di Roma ha respinto il ricorso di Enel contro la campagna di Greenpeace “Facciamo luce su Enel”. Secondo il giudice, infatti, non c’è stata alcuna diffamazione, dato che l’associazione ambientalista ha basato la propria comunicazione su dati scientifici che dimostrano gli effetti del carbone sul clima e sulla salute umana. Si legge nella sentenza: I dati riportati [da Greenpeace] sono effettivamente conformi agli esiti della ricerca commissionata da Greenpeace a SOMO relativamente ai danni provocati dalle centrali a carbone e già noti alla comunità scientifica internazionale (prima tra tutte l’Agenzia Europea per l’Ambiente, EEA). Il Tribunale, inoltre, sottolinea che i dati raccolti da Greenpeace sono stati tempestivamente comunicati al gruppo Enel, che non è stato in grado di smentirli. Secondo il magistrato, quindi, “il nucleo essenziale della notizia riportata da Greenpeace è dunque conforme a verità” e pertanto non c’è stata diffamazione ai danni dell’azienda. Le motivazioni della sentenza giustificano anche i toni usati dalla campagna di Greenpeace: La durezza delle espressioni è giustificata dalla gravità della tematica affrontata, dal suo rilevante interesse per l’opinione pubblica (oltre che per la comunità scientifica internazionale), dalla funzione tipicamente di denuncia dell’associazione resistente. I termini killer, vittima, crimine, sporca verità e quanto altro indicato […] configurano un linguaggio, nell’intero contesto, adeguato all’importante iniziativa di denuncia ambientale. Non si ferma, dunque, la protesta dell’associazione, secondo la quale la produzione energetica a carbone di Enel causa, in Italia, una morte prematura al giorno. L’azienda, inoltre, è il maggiore emettitore nazionale di CO2 (36,8 milioni di tonnellate) e il quarto in Europa. Soddisfazione per la decisione del Tribunale di Roma è stata espressa da Giuseppe Onufrio, direttore esecutivo di Greenpeace: È questa la vittoria di un principio fondamentale della democrazia: il diritto alla critica. Il linguaggio aspro non è censurabile se si basa su dati e argomenti scientificamente fondati. L’utilizzo energetico del carbone danneggia il clima e uccide le persone, ed Enel è il primo utilizzatore di carbone in Italia. A questo punto, gli ambientalisti insistono nel chiedere a Enel di impegnarsi a ridurre progressivamente la sua produzione termoelettrica a carbone, dimezzandola entro il 2020 e azzerandola entro il 2030. Greenpeace, inoltre, vorrebbe che l’azienda abbandonasse i progetti di nuove centrali a carbone, puntando invece sulle fonti rinnovabili.
Greenpeace: respinto il ricorso di Enel contro l’associazione

Dal Movimento 5 Stelle grido d' allarme sull' idrovia

Dal Movimento 5 Stelle grido d' allarme sull' idrovia

mercoledì 11 luglio 2012

FIRMIAMO X TAGLIARE GLI STIPENDI AI PARLAMENTARI

A Saonara é possibile firmare x ✂
gli stipendi ai parlamentari...
Vai in Comune e chiedi di poter firmare anche tu!
Scadenza il 26 LUGLIO!
Sbrighiamoci...é un occasione da non perdere di dire la Nostra a livello Nazionale
link referendum abrogativo
Alzi la mano chi sapeva che presso i Comuni è possibile firmare per un Referendum abrogativo parziale sulla legge per le indennità parlamentari (Art. 2 L. 31/10/1965, n. 1261). Ben pochi, credo. Si tratta di un referendum, si, l’ennesimo referendum che però ha un fine più che nobile: il taglio degli stipendi della casta politica. La raccolta firme si concluderà il 26 luglio 2012 (termine per la presentazione al Comitato promotore 31/07/2012). Cosa occorre fare? Nulla di più semplice: recarsi presso il proprio Comune ed andare a firmare. Provate però a domandarvi come mai questa notizia non è passata sui giornali. Non è che per caso c’è un forte connubbio tra i finanziamenti elargiti alla carta stampata e la casta politica? Meditate gente. Intanto, con qualsiasi mezzo,
DIFFONDETE LA NOTIZA!!!!! CORRETE IN COMUNE !!!!!
Ci vogliono 500.000 firme altrimenti avremo perso l’ennesima buona occasione per dare un duro colpo alla casta. Ma attenzione, la notizia è poco nota e quindi dovete DIFFONDERLA!!!!
 e…..solo il mattino presso l'ufficio anagrafe…CORRIIIIIIII
http://www.unionepopolare.eu/

domenica 8 luglio 2012

CASERTA PARLA DELLA NOSTRA IDROVIA

Interessante trovare un articolo cosí specifico in un giornale di CASERTA! Da leggere:

http://www.caserta24ore.it/25062012/svista-per-lidrovia-pd-ve-nel-nuovo-ptrc-del-veneto/
   (di Giuseppe PACE)
Il futuro dello sviluppo territoriale del Nordest d’Italia è nei piani quinquennali di programmazione regionale. “Il turismo e la cultura servono al futuro el Veneto. La bussola deve essere questa anche nella prospettiva del PTRC”, ha affermato, Marino Zorzato, in veste di Vice Presidente della G. R. e Assessore R. al Territorio, Cultura e Affari Generali, ha introdotto una delle “Sette azioni” -ciascuna per ogni Provincia del territorio della Regione Veneto, esteso 18.391 kmq ed abitato da quasi 5 milioni di residenti- per aggiornare il PTRC (Piano Territoriale di Coordinamento) del Veneto. Il 25 giugno a Padova, Centro conferenze, zona Stanga, piazza Zanellato, 21, si è dibattuto il PTRC con Azione Mobilità e Intermobilità. Sono intervenuti sul tema Paolo Costa, Enrico Marchi, Marino Zorzato, Renato Ghisso, Flavio Zanonato (assente, ma rappresentato dal vicesindaco Ivo Rossi), Barbara Degani (pure assente….che strano però che Zorzato non l’abbia sottolineato e marcato) Silvano Vernizzi (Segretario R. Infrastrutture R. Veneto), Giuseppe Fasiol e Sergio Giordani per l’interporto patavino che insieme a quello veronese e al porto veneziano costituiscono i tre nodi policentrici del traffico di merci e persone in area Triveneta. La prossima Azione di partecipazione del PTRC sarà a Treviso lunedi 2 luglio 2012 col Sindaco leghista Paolo Gobbo ed altre diversificate personalità pubbliche, oltre parte di quelle odierne. Lo scrivente a Padova, era presente come cittadino residente e per lo Snals-Confsal, ma anche e soprattutto per aver frequentato nel 1994, nella locale Università, Facoltà d’Ingegneria, il X Corso di Perfezionamento in Ingegneria del Territorio. All’ appuntamento patavino del PTRC, più di vertice che di base, ha colto alcune impressioni d’attualità: territoriale, politica ed economica. Paolo Costa per l’Autorità portuale veneziana, ha proiettato il ruolo del porto veneziano nel flusso dei traffici tra Adriatico e Baltico e ricordato che l’Italia è indietro anche con il sistema ferroviario della TAV, mentre gli altri sono già alla TEV. Renato Ghisso, Assessore R. alla politica della mobilità, ha fatto riferimento al primo PTRC del 1992, che lo ha definito ”piano dei sogni quando si immaginava un’area industriale per ogni campanile in Veneto, mentre oggi non bisogna più fare voli pindarici e il costo dei trasporti”. Niente idrovia Padova-mare allora? Forse lo ritiene un volo pindarico il pragmatico indigeno Ghisso? Più incisiva, realistica e da pessimista ben informato è stata la relazione del responsabile dell’Aeroporto “Marco Polo” di Venezia, Enrico Marchi. Egli ha ricordato che l’ultimo incontro infruttuoso con i vertici regionali fu nel 2001 insieme all’Ing. Perrone. Oggi ha affermato l’Italia è molto indietro e lo sa bene il Fondo Mondiale, nonostante l’aeroporto di VE, è terzo in Italia dopo Roma e Milano, ha 140 voli al giorno di cui 40 a Treviso e trasporta 8,30 milioni di passeggeri all’anno con in previsione di una seconda pista di volo che darebbe da sola altri 30 mila posti di lavoro. Anni fa affrontò, nel suo piccolo, il problema del completamento dell’idrovia Padova-Venezia, concepita da illuminati politici e programmatori di sviluppo territoriale negli anni Sessanta, in pieno boom economico italiano. Lo scrivente dibattè, per RadioTv, e scrivendo articoli su vari mass media nazionali come il trimestrale Navigazione interna del Ministero dei Trasporti e della Navigazione Interna e locali: Padova Economica, Galileo, Noi della ZIP, Padova e il suo territorio, Società naturalisti di Padova, Il Gazzettino e Telecittà di Padova. Sulla rivista diretta dal colto Sindacalista della Cisl, Bruno Geromin, scrissi in alternativa allo studio dell’Economista e Rettore della patavina Università, Gilberto Muraro, che concludeva un “Ni” (no si, né no) per il completamento dell’idrovia tra Padova e Venezia. Egli non aveva calcolato, in particolare, il risparmio ecologico del territorio. L’idrovia Padova-Venezia o Padova-mare è un tratto, si ribadisce, del sistema idroviario padano-veneto, così come viene definito nel Decreto del Ministero dei Trasporti e della Navigazione n. 729 del 25.06.1992 (previsto dalla legge 380/90), ha un’estensione complessiva di circa 977 km. A Saonara con l’ex Presidente dell’Ordine degli Ingegneri nonché Assessore Provinciale all’Urbanistica, Ing. Igazio Sidoti, lo scrivente partecipò come esperto ecologico, insieme al collega di scuola e Chimico, Guglielmo Ghirardello, per ribadire che tra le tante vie di trasporto merci, quella idrica è la meno inquinante il territorio in quanto via ecologica. Dell’importante e strategica opera in pianura veneta si interessò anche il Movimento Triveneto animato da Silvano Miotello di Carmignano del Brenta (PD). Don Mario Gastaldo fu tra gli animatori instancabili per sollecitare il completamento idroviario, favorevoli furono vari uomini colti patavini come: l’On. Olivi, l’Arch. Battalariard, l’Ing. Arengi, l’Avv. Rossi, il cittadino illustre padovano, Mario Levante, l’Eurobiologo, Antonio Garbetta, L’Ing. E prof. d’Idraulica all’Università patavina Luigi D’Alpaos, ecc., ma Regione, Province, Comuni e partiti locali hanno snobbato il nodo idroviario nel dibattito sul PTRC a Padova il 25 c.m.. L’idrovia langue dunque in un mare di omissioni e di improprie” lacrime di coccodrillo” (poveri coccodrilli, chiamati impropriamente in causa poiché non mangiano i figli, ma li proteggono spostandoli con le pericolose fauci). Per collegare la Laguna di Venezia alla zona industriale sud di Padova è possibile completare l’idrovia che è una via ecologica perché non asfaltata, né ferrata e senza consumo di altro territorio naturale. Oltre il 70% dell’opera idroviaria tra Padova e Venezia, lunga circa 27 km di cui poco più di 3 km in laguna fino al Canale dei Petroli, che poi conduce al porto centrale lagunare di Malamocco. Per l’idrovia Padova-Mare sono stati già espropriati i terreni dei comuni di Saonara, Vigonovo, Dolo, Mira, Oriago e fino a Fusina a sud lagunare. Negli ultimi 30 anni un mare di stupide polemiche, tutte di area indigena sia patavina che veneziana, ha bloccato l’idrovia PD-VE, che rappresenta una famosa incompiuta italiana! Eppure il Governo di Roma è favorevole allo sviluppo idroviario del Veneto, la Regione Veneto no! Il Presidente dell’Associazione “Salvaguardia Idraulica del territorio padovano e veneziano”, dott. Carlo Crotti, da anni tempesta di e mail il sottoscritto ed altri sollecitando molte istituzioni e privati a intervenire per completare l’idrovia Padova-mare. Egli, tra l’altro, ricorda di aver scritto al vice-ministro ai Trasporti, l’ing. R. Castelli, e al governatore L. Zaia, che esiste il progetto di legge regionale n. 349 del 13/11/1993, che si intitola: “Partecipazione della Regione Veneto ad una s.p.a. per il completamento e la gestione del sistema idroviario”. Dunque si propone, in tempi di vacche non più grasse, che gli euro o le lire (speriamo che non si torni alla lira, ma si proceda per gli “Stati Uniti d’Europa”, leggere precedente articolo su questo moderno mass media con respiro anche nazionale e culturale) per completare l’idrovia PD-VE vengano messi da privati, mentre la Regione Veneto porterebbe in dote i lavori e le spese già sostenute: gli espropri, gli scavi, i 13 ponti stradali e uno ferroviario, la terra che sarà di risulta ….. ecc. Al giorno d’oggi sarebbe un normale project financing, che garantirebbe non solo i capitali mancanti, ma anche la tempestività che occorre alle popolazioni del Veneto centrale per prevenire e non subire altre alluvioni. L’intervento dei privati si potrà ripagare solo se la via d’acqua è navigabile (con battelli superiori alle 1500 tonnellate e non da 1350 come progettata inizialmente decenni fa) e se svolge funzioni che non sono limitate al trasporto merci, ma anche a tutte quelle attività che si svolgono sull’acqua: diporto, turismo, tempo libero, allestimenti per piccole imbarcazioni. L’esperienza dei canali olandesi, che abbondano rispetto agli altri paesi europei, va in questa direzione. La Lega Nord, anni fa sembrava interessata all’idrovia in esame e molti parteciparono all’incontro pubblico presso la scuola media di Saonara. Il Governatore leghista del Veneto, Luca Zaia, dovrebbe oramai ben sapere che scegliere il canale significa, per ovvi motivi di spazio disponibile rispetto a quello espropriato decenni orsono, che la camionabile non è fisicamente affiancabile ad un canale da 400 mc/sec. Il citato Governatore dovrebbe anche essere ben conscio del fatto che non fare quella strada potrebbe fare risparmiare alla Regione, che amministra insieme al Pdl, circa 70 milioni di euro. Denaro che a suo tempo una Finanziaria del Governo Prodi aveva stanziato a favore “dell’asse intermodale”. Chiara Semenzato, dell’idrovia PD-VE, scriveva che era: ”Un’utopia nata negli anni 60 per sollevare la regione dalla strozzatura del traffico, da cui è assediata ogni giorno con 170 mila veicoli al giorno. Non pare fosse presente al dibattito patavino, il 25 giugno c. a., sul PTRC il nuovo Sindaco di Saonara, Walter Stefan, che a Timisoara, in Romania- quando lo scrivente era in mobilità professionale, come prof. di Scienze naturali, del Ministero A. Esteri, presiedeva un importante Ente di sviluppo idroviario. Saonara ha un territorio nevralgico del patavino e alle corse elezioni amministrative locali, W. Stefan, con la sua lista civica “Saonara Domani” ha avuto il 20,67% di consensi, mentre al secondo posto, Giovanna Mineo, sconosciuta ai più del “Movimento 5 stelle” ha avuto il 19,05%, terzo classificato, Olindo Bertipaglia, di “Fiorisce Saonara” con il 17,12% e quarto Arnau Francesco di “Nuova Saonara” con il 17%, mentre “La svolta”guidata dal prof. di Educazione fisica ha fatto flop, ma è pur sempre un uomo politico con altri giovani entusiasti. Non solo l’idrovia è teoricamente completabile a un costo prossimo allo zero per le casse regionali, ma questa opzione permetterebbe a Zaia di risparmiare i 70 milioni già destinati alla camionale. Non gli resta che scegliere rapidamente e nell’interesse pubblico. Ma i verdi dove sono nel Veneto? Sbraitano solo contro l’ipermercato di Dolo? Eppure la Riviera del Brenta con l’idrovia che sviluppa in parallelo rappresenta una classica via d’acqua che per l’intera pianura Padano-Veneta è solo un segmento degli oltre 800 km del sistema di canali navigabili da riattivare come e meglio del Medioevo. Ma dove è finito il lume della ragione nel Pdl, nella Lega, nei Verdi e nel PD che ha ostacolato l’idrovia perché concepita dall’ex DC. Qualcuno aspetta e spera nei Grillini (di Mira? Vi è un Sindaco grillino là) ed anche nell’ Idv. Intanto per l’idrovia in questione, resta di sicuro a favore il Movimento Triveneto resta fedele al suo programma moderato e determinato per far avanzare subito il TriVeneto negli “Stati Uniti d’Europa” e non tornare al medioevo leghista e anche degli altri indigeni ideologizzati dalla partitocrazia provinciale del Veneto, fatte non poche eccezioni. L’ominazione ha selezionato, per l’insopprimibile evoluzione biologica, l’Homo sapiens, ma l’Uomo ha anche un’altra evoluzione insopprimibile l’evoluzione culturale. Quest’ultima gli ha permesso di evolversi socialmente dal paleolitico al neolitico e ai giorni nostri (dalla selce a internet) e di ragionare nel villaggio globale e non solo e soltanto nelle moderne tribù del Veneto o di qualunque altra parte dell’ospitale pianeta Terra, che va salvaguardato anche con le vie d’acqua e non con nuovi nastri d’asfalto o camionabili tra Padova e Venezia. Nel PTRC la Lega Nord non ha nulla più da dire? L’efficientismo del Governatore Zaia, comincia a battere colpi? Meno male che la Lega si autolega! Il ritorno al Medioevo della ragione aveva condizionato anche il suo fedelissimo alleato del Pdl che comincia a respirare e ragionare con la propria testa, finalmente: il pensiero liberale, di cui è portatore, se ne rallegra, non poco!Art.idrovia

venerdì 6 luglio 2012

MOVIMENTO 5 STELLE E DICHIARAZIONE DI VOTO

Abbiamo subito pesanti critiche
per il recente voto favorevole all’approvazione del bilancio preventivo del comune di Saonara.

 Riteniamo quindi opportuno ribadire a tutta la cittadinanza, consiglieri comunali inclusi, i motivi che ci hanno portato a questa decisione riprendendo la dichiarazione di voto, approvata all’unanimità dai membri del Movimento 5 Stelle, fatta dal ns. consigliere Giovanna Mineo:
 “ Il Movimento 5 Stelle, vista l’urgenza di approvare un bilancio preventivo per l’anno 2012 e vista la grave situazione economica in atto, responsabilmente dà voto favorevole alla previsione di spesa per il corrente anno ed è consapevole (come già proposto al sig. Sindaco all’incontro con la cittadinanza il 20 Giugno scorso) di proporre un lavoro mirato a ritoccare alcune voci di bilancio in vista di un sistema più produttivo a livello economico.
 Con questo invitiamo il sig. Sindaco a seguire anche le proposte delle minoranze sempre per migliorare l’aspetto economico di tale amministrazione. "
Per esempio si potrebbe iniziare con piccoli cambiamenti finalizzati al risparmio energetico come: sostituzione della vecchia caldaia a gasolio del municipio con una a metano, installare impianti a gas sul parco vetture comunale, dotare l’illuminazione pubblica di lampadine a LED ecc. per poi proseguire con obbiettivi più impegnativi quali il potenziamento della raccolta differenziata dei rifiuti per ridurre i costi di smaltimento, l’installazione di pannelli fotovoltaici su tutte le scuole comunali ecc..
 I risparmi così ottenuti, in un ottica meritocratica, potrebbero confluire in un fondo che potrebbe chiamarsi ‘nuovo corso 2012’che permetterebbe una immediata misura dell’efficienza di questa amministrazione”
 Dalla dichiarazione di voto si evince in modo incontestabile che la logica politica, di schieramento, non ci appartiene. Il Movimento 5 Stelle vota ogni singolo provvedimento proposto dall’amministrazione in base alla sua validità ed efficacia, rifiutando qualsiasi accordo preventivo con la maggioranza o con gli altri esponenti di minoranza. Come Movimento abbiamo da poco iniziato la nostra attività e siamo ben consapevoli che il lavoro di stimolo e all’occorrenza di dura opposizione all’amministrazione comunale sarà lungo ed è appena cominciato. Per approfondire questo ‘nuovo’ modo di far politica (che a noi pare l’unico possibile) il Movimento sarà felice di ospitare alle sue riunioni tutti i cittadini, consiglieri comunali inclusi, che ne facciano richiesta.
F.N.

TETTOIA ETERNIT

AGGIORNAMENTO TETTOIA ETERNIT
viste le numerose segnalazioni da parte dei cittadini del comune di Saonara riguardo la tettoia in ETERNIT vicino al bar Maori, il M5S si è interessato alla faccenda.
Per correttezza dell'informazione bisogna precisare alcune cose:
-non c'è una legge che obblighi lo smaltimento dell'amianto.
-Il comune può fare solo un avvio di procedimento, che consiste in una verifica da parte dello stesso per verificare semplicemente se può trattarsi di copertura di materiale con componenti in amianto.
-Dopo questa verifica di 1°livello il comune obbliga il proprietario a fornire una perizia sui componenti del materiale con cui è fatta la copertura e lo stato d'uso. Questa perizia, completamente a carico del proprietario, può essere chiesta una volta all' anno, naturalmente se la perizia comprova la presenza dell' amianto e se lo stesso fosse in fase di sgretolamento, questo dovrebbe essere messo in sicurezza o smaltito secondo normativa.
Fatte queste premesse, il comune di Saonara si era già mosso ed aveva provveduto a mandare un avviso di provvedimento.
Il proprietario si è dimostrato sensibile al problema, ma non ha ancora provveduto a fornire la perizia.
A settembre ripasseremo presso l'ufficio competente per vedere ed eventualmente sollecitare la risoluzione di questa situazione.
 autore O.B.


giovedì 5 luglio 2012

MOLINO FAVERO


la situazione dell'inquinamento acustico causato dal molino Favero è anche motivo di varie segnalazioni e lamentele da parte dei cittadini di Saonara che purtroppo abitano nelle vicinanze di questa vecchia e nuova struttura, che oltre al rumore in tutte le ore del giorno e della notte, si fà carico anche dell'inquinamento atmosferico provocato dal continuo via vai dei camion che caricano e scaricano materiale per il molino-
il M5S Saonara si è interessato a questo problema ma, purtroppo essendo il molino sito nel comune di Padova, la competenza non è di Saonara-
Comunque avendo l'accesso camionabile solo ed esclusivamente dal territorio Saonarese, proveremo a far sì che il sindaco Stefan provi a dialogare con il comune di Padova per trovare una soluzione atta a migliorare la qualità di vita dei confinanti, inoltre informeremo il gruppo M5S di Padova per aiutarci a fare opera di sensibilizzazione alle parti interessate-
O.B.


NON PERVENUTI




Ci é capitato di essere additati come non pervenuti in occasioni pubbliche, e ovviamente abbiamo incassato in silenzio.
Ma il nostro silenzio significa attesa, ponderazione, studio di quel che ci succede attorno.
Votare favorevolmente alla farmacia di Celeseo per noi era semplicemente un servizio a vantaggio dei cittadini e non ci interessava se erano della provincia di Venezia o di quella di Padova, non ci importava se SERVA cittadini di S.Angelo, o di Vigonovo o pochi cittadini di Saonara..(come hanno affermato le altre minoranze)
A NOI INTERESSA IL BENE COMUNE.
E ancora alla serata della SPIEGAZIONE del BILANCIO( il 20/6) ci siamo sentiti dire che non abbiamo detto la NOSTRA..
Poi siamo stati criticati perché abbiamo appoggiato la maggioranza.
Facile dire SI CAMBIA LA CALDAIA X RISPARMIARE, METTIAMO IL FOTOVOLTAICO SUI TETTI DEGLI IMMOBILI PUBBLICI, e altre cose ancora : ma in un mese si poteva fare questo e altro? 
Noi sappiamo di NO, a maggior ragione in un COMUNE impoverito dalle passate amministrazioni, oltre che dalla crisi che ci opprime a livello nazionale.
Ora Noi del Movimento 5 Stelle ci stiamo preparando a farci sentire e stiamo lavorando cercando soluzioni ai progetti che tanto preoccupano il nostro territorio, tra cui l'imminente progetto di TERNA per l' ELETTRODOTTO da 380000 volts che nel tratto finale che passa per Saonara sarà aereo ( mentre da VE a Mira sarà interrato) con la messa in opera di tralicci ALTI 60 METRI sull'argine dell'idrovia,

e proprio questa, un opera pubblica incompiuta che fino ad oggi è stata un grande sperpero di denaro pubblico inutile, noi vorremmo venisse completata come canale di classe 5 per poi essere utilizzata come trasporto idroviario con chiatte giganti

e di conseguenza come canale scolmatore per eventuali problemi alluvionali.
E non basta certo un mese per dimostrare con i fatti  le nostre intenzioni PROPOSITIVE verso la cittadinanza







mercoledì 4 luglio 2012

idrovia

il movimento 5 stelle saonara
 ha presentato e protocollato la richiesta
della conferenza servizi sull' idrovia.

il nostro Consigliere del  M5S è dentro la commissione idrovia

Ente Moscon News

Dopo un lungo periodo di calma, sembra che il vecchio CDA abbia dato un colpo di coda,  indicando al”NUOVO” il percorso da fare. Natur...